Benvenuto, Ospite.
Per favore esegui il login o o registrati.


Forum Login
Username: Crea un nuovo Account (nome utente)
Password:     Password dimenticata

NUOVO Forum Restauro@Conservazione    CHIMICA E DIAGNOSTICA PER IL RESTAURO    Chimica per il restauro  ›  Solventi e restauro Moderatori: Rossella Croce
Utenti presenti
No Members e 1 Ospiti

Solventi e restauro  (attualmente 5.780 viste) Stampa
2 Pagine « 1 2 Tutti Segnala questo tema ad un amico
Gloria Conti
Marzo 12, 2005, 1:41am Rapporto al Moderatore
Restauratore - National Archives of Scotland
Utente anziano
Posts: 87
Location: Edinburgh
L'unico contributo che posso dare in merito al Ciclododecano riguarda il "sentito dire": se non erro si dice che non sublimi completamente lasciando residui sul supporto. Non so se sia limitato al caso carta o meno.
Vediamo se trovo del materiale in proposito...


Gloria Conti
Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 15 - 26
Rossella Croce
Marzo 20, 2005, 9:28pm Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.300
Location: Venezia
Mi confermi una critica ricorrente, anche dal settore dei materiali lapidei mi giunge la stessa informazione. In quell'ambito viene utilizzato prevalentemente  come protettivo temporaneo, per la sua capacità di sublimare a temperatura ambiente. In che ambito lo usate, nel restauro della carta?


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 16 - 26
Gloria Conti
Marzo 21, 2005, 1:33am Rapporto al Moderatore
Restauratore - National Archives of Scotland
Utente anziano
Posts: 87
Location: Edinburgh
Se non ho inteso male, credo prorpio che l'uso sia il medesimo.
Sulla carta o la pergamena (mi confermate?) viene utilizzato come schermante per inchiostri, pigmenti o media vari (immagino ci siano delle controindicazioni per media grafici polverosi, ma non mi addentro non conoscendo bene cosa starei per dire ) per operazioni per via umida, in modo da proteggere la zona per la durata del trattamento. La sublimazione poi dovrebbe far sì che tutto torni com'era allo stato precedente all'applicazione...


Gloria Conti
Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 17 - 26
chiara
Febbraio 19, 2006, 2:35pm Rapporto al Moderatore
restauro tele, tavole, dipinti murali
Nuovo utente
Posts: 3
Location: Cantù (como)
Ho utilizzato il ciclododecano spray su una volta dipinta a secco, cinquecentesca prevalentemente  ridipinta.
L'abbiamo utilizzato per proteggere il colore dalla creta che applicavamo sulle crepe per poi consolidare con malta idraulica.
In teoria si sarebbe dovuto eliminare da sè senza lasciare traccia, ma in realtà ha lasciato aloni.
Tra l'altro non permetteva una corretta adesione della creta che si staccava ripetutamente portandosi via il ciclododecano appena spruzzato.

Chiara Arnaboldi



Chiara Arnaboldi
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 18 - 26
alessandro sidoti
Marzo 13, 2006, 2:38pm Rapporto al Moderatore
restauratore conservatore di libri e manoscritti
Moderatore
Posts: 371
Location: firenze
scusate non avevo fatto caso che il topic sul ciclododecano avesse avuto un seguito (non mi sono fatto inviare le repliche...)
l'uso del ciclododecano è legato alle cosiddette operazioni di fissaggio
e servirebbe a ridurre i rischi di solubilizzazione degli inchiostri in caso di operazioni umide quali lavaggio e deacidificazione
purtroppo non sono riuscito a trovare articoli che riguardassero l'argomento e l'unica cosa che ho visto sono i risultati di test di invecchiamento artificiale fatti  a patologia de libro e mai pubblicati (non lavorando lì non so spiegare perchè non siano stati pubblicati)
l'entità dell'ingiallimento dei supporti mi ha abbondantemente convinto che l'uso del ciclododecano su supporti cartacei è ancora da tenere sotto osservazione (non ho invece idea dei suppporti membranacei per quanto non ne capirei l'utilità, dopotutto nessuno laverebbe una pergamena in ogni caso...)
ciao


                
Alessandro Sidoti 
MODERATORE RESTAURO CARTA    
restauratore-conservatore di libri (pubblico)
moderatore di http://it.groups.yahoo.com/group/restauro_del_libro/
ADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html
Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 19 - 26
Adamantio
Aprile 28, 2006, 7:48pm Rapporto al Moderatore
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Moderatore
Posts: 931
Location: Torino e Aramengo (AT)
Il ciclododecano dopo averlo sciolto in solventi idrocarburici (cicloesano, etere di petrolio) l'ho testato su diverse superfici tra cui materiale ceramico, intonaco, pietra e vetro.
Dopo un mese circa dall'applicazione è ancora presente su tutte le superfici, anche sul vetro che apparentemente sembrerebbe quello più facile da liberarsi.
In pratica è una cera (paraffina) a peso molecolare abbastanza basso. Non escludo che con il tempo possa sublimare completamente... in ogni caso è un processo lungo (soprattutto d'inverno, l'estate forse permetterà la completa sublimazione! Ne riparliamo a settembre).

Per quanto riguarda il contrad 2000 alcuni lo definiscono "soda travestita". Misurando il pH con il mio pHametro l'indicatore si è fermato a 12,30... un pH decisamente elevato. Viene consigliato anche dai produttori di usarlo diluito (anche se spesso i restauratori lo usano puro) ma anche diluendolo di 10 volte si otterebbe comunque un pH ancora al di sopra dell'11  poichè la scala dei pH è logaritmica. Diciamocelo, al di la del potere solubilizzante dei tensioattivi quello che realmente lavora è il pH e basta provare a lavorare con tensioattivi non ionici per scoprire quanto sia intenso il fattore pH.
"Contrad 2000" comunque è un nome commerciale quindi non credo che vi possano essere molte variazioni nella composizione (è come dire Nutella, la Nutella è sempre Nutella) tuttavia sappiamo dall'etichetta e dalla scheda tecnica che contiene tensioattivi anionici e non ionici a cui potrebbero anche essere aggiunti altri additivi minoritari (tra i quali non escluderei a priori l'EDTA). Neutralizzarlo non dovrebbe in teoria essere difficile basta addizionarlo a un buffer a ph neutri qualsiasi. Sotto un certo pH il tensioattivo si protona perdendo la sua caratteristica struttura e la sua efficacia...
attenzione perchè con procedimenti simili vengono introdotti sali solubili quindi soprattutto se si sta parlando di lapideo o di murature potrebbero insorgere dei problemi, risolvibili, se possibile, con un prolungato lavaggio con acqua distillata.  


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

ADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO E NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI! http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html
Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 20 - 26
Rossella Croce
Novembre 12, 2006, 10:14am Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.300
Location: Venezia
Rispetto all'uso di contrad adeguatamente diluito nella pulitura di superfici lapidee esterne, non ho mai registrato problemi a posteriori di un intervento, ovviamente se usato nella corretta maniera e localizzato ad alcune zone. So invece di colleghi restauratori che ne abusano, soprattutto nella diluizione e ritengo che ciò sia alquando rischioso.
Rispetto alla dose generalmente consigliata nelle schede tecniche, 4-5% ritengo che un 2% sia piu che sufficiente.  Non applicherei il contrad abitualemnte,ma in determinate situazioni può risolvere problemi che richiederebbero utilizzo di prodotti piu aggressivi. Nel caso in cui sia il minor male, credo la scelta possa casere liberamente su esso.

Mi sorge una domanda....c'è ancora qualcuno che pulisce le superfici lapideee con acqua non deionizzata???? Mi sembra assurdo solo pensarlo possibile.


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 21 - 26
eadg
Giugno 27, 2007, 10:18pm Rapporto al Moderatore
imprenditore
Utente anziano
Posts: 91
vorrei fare solo alcune considerazioni:

1° il prodotto in questione, lo abbiamo capito tutti, è il CONTRAD 2000, il C2000 è una abbreviazione per specialisti ma preferisco i nomi chiari ed estesi che non generano equivoci.

2° perchè voler neutralizzare questo tensioattivo quando ce ne sono altri che sono già neutri?

3° ... forse è perchè pulisce bene! sicuramente l'idrossido di potassio che contiene una buona mano nella pulitura la da certamente ...

4° esistono in commercio tensioattivi con caratteristiche analoghe ma senza idrossido di potassio e con pH meno basici

5° certamente non contiene EDTA (a meno che le formulazioni non vengano manomesse da qualche produttore [cit. rossella croce]) cosa vuole dire? non capisco.
Il produttore del contrad 2000 è uno solo. Gli altri sono distributori. E che interesse possono avere nel manipolare aggiungendo edta al contrad 2000? se così fosse, cosa che per'altro non è vietata, il prodotto finale non potrebbe assolutamente più chiamarsi contrad 2000 ma prenderebbe un'altro nome.


arch. edoardo rosaz
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 22 - 26
Rossella Croce
Luglio 13, 2007, 7:42pm Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.300
Location: Venezia
Semplicemente che non contiene EDTA, ovvero, che non mi risulta che sia in commercio addizionato ad edta sotto nessun  nome commerciale.

Credo che il largo utilizzo del Contrad nel restauro derivi prevalentemente dalla facile reperibilità e basso costo, che lo fa ritenere vantaggioso rispetto ad altre soluzioni chimicamente migliori, ma meno  economiche.

Secondo me, nessun prodotto va demonizzato a priori: visto uno  specifico contesto, il budget a disposizione ed essendo sicuri di  utilizzarlo  adeguatamente, penso esistano casistiche in cui può trovare ancora il suo spazio.



Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 23 - 26
eadg
Luglio 13, 2007, 10:39pm Rapporto al Moderatore
imprenditore
Utente anziano
Posts: 91
Certamente, demonizzare qualche prodotto in particolare è l'ultimo dei miei pensieri. Al massimo posso demonizzare l'utilizzo che di alcuni prodotti si fa, non il prodotto (che di per se non è nè buono nè cattivo, ha solo delle specifiche caratteristiche che devono essere ben conosciute e valutate in fase d'uso). saluti.


arch. edoardo rosaz
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 24 - 26
laguna
Luglio 15, 2007, 2:23pm Rapporto al Moderatore
studente - restauratore
Utente medio
Posts: 28
ciao a tutti,
in merito al ciclododecano (spray o da solubilizzare) vorrei farvi partecipe delle mie esperienze.
L'ho usato spesso sulle carte per fermare prima dei lavaggi inchiostri PARZIALMENTE sensibili all'acqua. Su inchiostri fortemente sensibili il ciclododecano, per essere efficace,  deve essere applicato in maniera molto penetrante (ossia liquido, ad alta concententrazione e mediante l'apporto di temperatura) cosa che ritarda, ovviamente, la sublimanzione portandola a tempi davvero lunghi (mesi).
la sublimazione  Ã¨ in funzione della temperatura esterna e soprattutto della ventilazione.
A logica io sconsiglierei l'applicazione su supporti altamente porosi o che possano avere un iterazione con i solventi alifati in cui è solubilizzato il ciclododecano.


sara rossotti

Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 25 - 26
laguna
Luglio 15, 2007, 2:37pm Rapporto al Moderatore
studente - restauratore
Utente medio
Posts: 28
devo correggermi: non è corretto dire "supporti che interagiscono con i solventi alifatici" in quanto mi risulta che il ciclododecano si solubilizzi in genere in idrocarburi (etere e cicloesano). scusate.


sara rossotti

Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 26 - 26
2 Pagine « 1 2 Tutti Segnala questo tema ad un amico
Stampa


Valutazione del tema
Non esiste attualmente alcuna valutazione