Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte Moderatore
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già...e succede più spesso di quello che voi pensiate.... Giurare amore eterno è facile...ma spesso l'idillio dura davvero poco, sia nel campo del restauro che della diagnostica. Infatti non molti hanno ben capito cosa vuol dire stare 8 ore al giorno per 40 ore alla settimana e per ututta la vita con un bisturi in mano o dentro un laboratorio di chimica analitica. Gli stage scolastici sono troppo "protetti"...e quindi poco attendibili! La realtà è ben diversa
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
ho un dubbio, e spero voi possiate aiutarmi a chiarirmi le idee.. sto frequentando un corso per collaboratore restauratore, un amia compagna di corso si sta esercitando per la seconda prova all'ICR e quindi ci fa un po' da "tramite" illustrandoci tutte le tecniche che sta apprendendo al fine di entrare nel prestigioso istituto..solo che queste tecniche sono proprio totalmente diverse da quelle che utiliziamo noi! allora la domanda sorge spontanea: gli insegnamensti nei corsi privati sono all'altezza dei restauratori? anche sulle capacità si basa la differenza tra collaboratori e restauratori, nn è solo una questione di anni di studi!? come facciamo noi "poveri studenti" a capire se quello che ci insegnano è il metodo "giusto"?
Restauratore - National Archives of Scotland Utente anziano
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Infatti, Jole e Rossella, questo è verissimo. Purtroppo anche un po' triste, ma tant'è.
La domanda di Valentina è molto interessante. Non so... E difficile rispondere, ma secondo me l'unica maniera per ora è basarsi sulla rinomatezza degli insegnanti in ambito preferibilmente internazionale, e verificare che ciò che è insegnato abbia degli effettivi riscontri scientifici. Sono curiosa di sentire cosa consigliano gli altri.
normalmente però credo che gli insegnanti più rinomati stiamo nei posti giusti..e nn negli istituti alternativi all'ICR..quindi alla fine sta alla singola persona formarsi..la mia professoressa di restauro è una restauratrice come un'altra, con il suo laboratorietto e i suoi anni di cantiere da gavetta..
ma come mai i programmi dell'ICR e quelli degli istituti privati sono totalmente diversi? capisco che all'ICR ci sia maggiore serietà, impegno, precisione, bravura..ma come mai gli istituti privati nn sono minimamente orientati nella stessa direzione? capisco che nn possono essere perfetti come l'ICR, però almeno impegnarsi per funzionare bene.. sui siti dei vari istituti privati ci sono un sacco di materie che poi in realtà nn vengono minimamente svolte..è chiaro che questo poi va a discapito degli studenti..che sentiranno sempre più la differenza con i Restauratori veri..
Buona sera...scusate Jole e Rossella, ma credo che non sia propriamente semplice proporsi ad un laboratorio privato, proprio perchè ci sono tempi da rispettare, inoltre non so quanti gradiscano che un perfetto sconosciuto bivacchi nel loro laboratorio a fare domande o semplicemente a intralciare il lavoro...infine, credo che si debbano rispettare delle norme di sicurezza e che quindi l'accesso sia più o meno vietato "al pubblico" (e questa credetemi è una cosa che mi è stata detta meno di dieci minuti fa da una collega). Per quanto riguarda lo stare 8 ore in cantiere o laboratorio, credo che questa sia una cosa comune a tutti i lavori, proprio perchè si tratta di lavoro! tutti i lavori sono faticosi, dalla commessa a un lavoro in ufficio...se non lo fossero non credo si chiamerebbero lavoro ma hobby... con questo però non voglio certo dire che tutti siano portati per questo lavoro o che sopporteranno per più di un paio d'anni gli sforzi che comporta... per quanto mi riguarda ci proverò e apprezzo molto che chi "ci è riuscito" come voi si distrubi a fornirci preziosi consigli...l'unica cosa che mi dispiace è che dalle itituzioni non vengano mai risposte concrete! Grazie ancora... buon lavoro
ci ho provato ma non vogliono che ti avvicini se non hai esperienza. forse è vero, forse è una scusa per non averti tra i piedi. mi hanno detto che avevano altri stagisti e non un laboratorio solo.
Restauratore - National Archives of Scotland Utente anziano
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Avessi il mio laboratorio, anche io vorrei gente con esperienza del resto. Per quanto riguarda le norme di sicurezza, se si è in regola come stagisti e si è assicurati problemi non dovrebbero essercene.
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte Moderatore
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Specifico due cose. Quando parlo di stage , parlo di un rapporto professionale, e legale, fatto attraverso una universtà, una scuola od un contratto. Oggi giorno non è così difficile avere una persona come voi dite "tra i piedi" per un breve periodo grazie a diverse facilitazioni quali ad esempio il cocopro o la prestazione occasionale. Basta mettersi daccordo. Se uno ti vuole, in stage, il modo si trova, con coperture assicurative annesse. Certo, per alcuni colleghi se il ragazzo ha magari anche una assicurazione privata contro l'infortunio è meglio, soprattutto se questo "stage" non è regolarizzato...ma io lo sconsiglio sempre, a tutti gli studenti, soprattutto se il lavoro da svolgere è nella cantieruistica. Come assicurazioni private che ne sono di mirate al restauro, di diverse compagnie, che vanno dai 200 euro in su l'anno. Io sono sempre stata positiva allo stage ed all'apprendista e vi consiglio di non "demonizzare" il restauratore che dice di no ...non sempre vi "mentiamo" se vi diciamo che non possiamo prendervi! Il punto è se tu servi e se puoi essere seguito in quel particolare momento o no, in base a competenza ed esperienze che hai . Oggi posso dirti di no perchè ho da eseguire un restauro complesso che richiede molta esperienza, o perchè materialmente non ho tempo, o non ho lavoro. Domani posso avere un lavoro più semplice che può eseguire anche un apprendista e posso dirti di si. Purtroppo bisogna essere anche un pò fortunati e capitare nel posto giusto al momento giusto. Bisogna cercare tanto ed essere disposti anche a spostarsi. Un investimento iniziale, anche economico, quasi sempre è necessario, da parte di chi vuole imparare. Dal cielo non piove nulla, soprattutto in tempi con congiunture economiche tanto restrittive come questo. Dovete investire, ragazzi, i tempi sono cambiati...Per il resto, mi spiace essere critica, e non voglio scoraggiare nessuno, ma per come viene propagandato oggi il restauro sono straconvinta che pochissimi di voi hanno chiaro cosa andranno a fare e la vera natura del lavoro..non facciamo paragoni poco appropiati con altri lavori..Che ogni lavoro sia impegnativo è vero, che "lavorare stanca" lo dissero già in molti compresi grandi scrittori ....ma che la realtà del restauro sia totalmente diverse dalle comuni aspettative, ne ho conferma ogni giorno.....Ne riparleremo tra circa un annetto quando scoprirete quando camay (tanto per rifarmi ad un esempio di pubblicità fuorviante sul restauro) nulla può quando essudi solventi dalla pelle per giorni dopo aver finemente consolidato per una settimana un meraviglioso affresco del 500...L'altro lato della medaglia, è molto peggio di ciò che riesci ad immaginare: la dedizione e la passione richieste devono essere veramente forti per riuscire ad andare avanti...Il restauro è un mondo difficile, duro e dove si quadagna poco rispetto a competenze e sacrificio richiesti, meglio esserne consapevoli da subito
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
sono perfettamente d'accordo con te Rossella, per questo ho riflettuto parecchio, ho fatto tante domande in giro e, da questo stage che ora mi impegna ho capito che mi piace restaurare. Ogni lavoro ha i suoi lati negativi, come ogni cosa del resto. Probabilmente anche avere la possibilità di non lavorare stanca a lungo andare. Però una cosa farò dopo aver letto il tuo messaggio: insisterò per "vedere" almeno come funziona un laboratorio privato. Non che non lo sappia, ma le mie sono nozioni. Per ora ho confidenza solo con laboratori statali e il lavoro è molto diverso lì, sotto alcuni punti di vista. Probabilmento in questa sezione tematica del forum, noi piccoli ingenui ci perdiamo nelle disquisizioni più romantiche del restauro e qualcuno sorriderà per questo, ma abbiamo anche la nostra età e questo non significa (spesso) che non ci rendiamo conto della realtà dei fatti e che non è tutto oro quel che luccica, ma ci manca ancora tanta esperienza e la confidenza con certi argomenti, così completiamo con la nostra immaginazione. Come biasimarci? L'avete fatto anche voi (ma in tempi diversi per fortuna vostra).Non per questo non sappiamo quello che vogliamo. E' solo che a vent'anni accetti solo l'aspetto più entusiasmante delle cose, trascurando il resto, pur sapendo che però c'è. Ripeto che hai ragione, bisogni fare i conti con la realtà per capire se questo lavoro ti piace o se lo sopporti semplicemente. E sicuramente molti lasceranno perdere, forse io lascerò perdere in futuro, ma non tutti.
Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente medio
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ciao, mi inserisco nella discussione anche perchè leggendo questi vostri messaggi resto un pò scossa...diventare restauratore sembra impossibile!!! Ma prima di aprire la finestra e buttarmi giù volevo chiedere un parere: ho solo 18 anni, e l'intenzione dopo il diploma era proprio quella di entrare nel mondo del restauro...ma non ho frequentato neanche un liceo artistico!Quindi come fare?? A quanto ho capito solo entrando all'ICR arriverei al mio scopo...ma mi sembra un pò prematuro(data la mia quasi assoluta ignoranza in materia di restauro),o meglio credo sia un'utopia sperare di passare il test senza preparazione!!!!Cosa mi consigliate??? Spero che qualcuno di voi possa aiutarmi. Grazie comunque. Ylenia.
Mettiti sotto a prepararti per il concorso all'ICR e provaci, proprio perchè sei cosi giovane è il momento giusto! Te lo dico dopo aver buttato, o quasi, tanti anni per prendere una laurea con cui ci faccio zero, solo per timore di non riuscire ad entrare, e invece, "magia", sono passata. Se questo è il mestiere che vuoi fare non avere timori e provaci, almeno ti rendi conto di cosa si tratta e in cosa consistono le prove d'ingresso. A mio parere meglio "buttare" un anno cosi che tanti all'università. E se proprio sei mal fidata, segnati da qualche parte ma provaci lo stesso, anche se ritengo che la preparazione sia così impegnativa da lasciare poco spazio ad altro... ma questo è puramente un parere personale.
Studentessa in scienze applicate ai beni culturali Utente medio
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Guarda...non sai quanto questo messaggio mi abbia risollevato,grazie.... Però ho ancora molti dubbi:innanzi tutto credi davvero che io abbia qualche speranza per passare il test?So che prendono solo 18 persone l'anno.E non saprei neanche che tipo di preparazione sarebbe necessaria:come orientarmi?....per la teoria e la storia dell'arte non c'è problema,ma ad esempio come posso affrontare la prova pratica di integrazione di un dipinto? Ti sarei molto grata se potessi consigliarmi o darmi qualche dritta...... In ogni caso sei stata molto gentile.... Ylenia