Salve a tutti, sono una restauratrice di tele e tavole, operante a Milano da 5 anni. Mi occupo principalmente di restauro di opere su tela dell' 800. Se puo' esservi utile, metto a disposizione del gruppo la mia personale esperienza. Sono interessata altressi' allo scambio di idee e suggerimenti nella soluzione di problematiche relative alla conservazione e alla presentazione estetica del dipinto. Buon lavoro a tutti, Cristina
Conduco una battaglia, tutta personale, nella sezione "scienza e restauro" dove ho indossato le vesti dell'avvocato del diavolo. Per rendermi sempre più .. odioso ... e nel tentativo di avviare una discussione che non decolla, ti chiedo chiarimenti sul concetto di "presentazione estetica del dipinto". La tua frase, infatti, può dare adito a delle interpretazioni estetizzanti del restauro che non condivido.
E' una risposta/domanda a Cristina. Sono architetto e la mia iscrizione al forum é essenzialmente dovuta ad interesse professionale sugli argomenti legati al restauro architettonico. Peraltro vorrei approfittare della gentile offerta di Cristina e avere una consulenza nel restauro, o quanto meno sulla conservazione, di un dipinto su tela dell'800 che abbiamo in casa e che presenta delle vistose cadute di pittura. Il dipinto é francese, non firmato, ma sul retro della tela é indicato che nel 1863 é stato "esposto a Roma sotto i portici del Pantheon ". rappresenta il ponte di una nave da guerra con delle figure di ufficiali. Obbiettivamente non direi che il pittore fosse un grande artista. Come posso fissare le cadute di colore già verificatesi e quelle in atto? La pittura ad olio é molto povera, secca ed opaca. Immagino di porre una domanda ovvia ed elementare per chi opera nel settore, ma io sono a digiuno di restauro pittorico. Grazie mille in anticipo, Elena Montagna P.S. Quanto alla discussione introdotta sul concetto di "presentazione estetica del dipinto" ritengo ovvio che un restauratore, in qualsiasi ambito operi, debba esimersi da "interpretazioni estetizzanti". altrettanto ovvio che sia più facile a dirsi...
Mi inserisco tra Cristina e Elena solo per una precisazione: presentazione estetica del dipinto, è solo sinonimo di ritocco pittorico in generale, ovviamente comprende anche la stuccatura e la verniciatura finale. Usare il termine estetico può far drizzare le antenne, infatti l'argomento è complesso, perchè è la parte del restauro di un dipinto o di una superficie policroma che coinvolge l'estetica, la nostra percezione dell'opera. E' la parte del restauro forse più influenzabile dalle mode o più precisamente dal nostro percepire l'opera ( vedi scelte quali l'uso del neutro, o il rigatino e la selezione o il ritocco mimetico). Sarebbe stimolante una discussione su questo argomento, anche per fare il punto delle scelte operate dai singoli restauratori.
Ciao Elena, in riferimento alla tua richiesta di un parere devo assolutamente premettere che e' molto difficile consigliare scelte e direzioni operative nel restauro di una tela senza mai averla potuta vedere, in quanto ogni intervento di restauro fa storia a se'. Non esiste pertanto una scelta pre-concetta o predefinita. In linea di massima ti consiglio di mettere in salvo le zone interessate dal processo di degrado con una velinatura di carta giapponese (sul recto) applicata con materiali sintetici (tipo BEVA): tele di quell' epoca e di quella provenienza geografica risultano molto sensibili all' umidita', pertanto sarebbe sconsigliabile l'utilizzo di materiali a base d'acqua. Inoltre è sconsigliabile utilizzare colle animali (per un consolidamento localizzato), perche' creano delle tensioni piu' forti e comunque diverse rispetto a quelle dell'area circostante la zona interessata al trattamento. A questo punto potrebbe essere sufficiente tale operazione. Se cosi non fosse si potrebbe passare ad un consolidamento localizzato dal retro, sempre con materiali sintetici, con l'apporto di calore e pressione, utilizzando il sottovuoto o il tavolo caldo/a bassa pressione. Per rimuovere la velinatura e' sufficiente utilizzare il solvente del prodotto utilizzato per l' applicazione. Spero di esserti stata utile e chiara.
Tengo a precisare, solo per non dare adito ad equivoci, che quando, nella mia presentazione al forum scrivevo : << Sono interessata altresi' allo scambio di idee e suggerimenti nella soluzione di problematiche relative alla conservazione e alla presentazione estetica del dipinto.>>, intendevo semplicemente definire (magari in maniera erronea, ma penso comprensibilissima (Jolemar infatti ha inteso perfettamente) i due grandi settori in cui si divide per convenzione il restauro di un'opera dipinta su tela o tavola che sia, e cioe' : restauro conservativo e restauro pittorico. Pertanto in quell'occasione (come peraltro succede in piu' scuole di formazione per il restauro, accademie e botteghe) non davo alcun significato e/o valore estetizzante a quel tipo di restauro, ma utilizzavo semplicemente quella definizione come sinonimo di restauro pittorico, differenziandolo da quello conservativo. Concludo con una lieve (me la permetterete, spero) nota polemica : la stessa sezione del forum nella quale mi trovo a scrivere viene chiamata (penso proprio impropriamente) "restauro pittorico"; mi pare di aver letto ed anche partecipato a discussioni interne a questa sezione relative a fasi di restauro che di pittorico non hanno nulla, in quanto riguardanti la fase "conservativa" del restauro. Non sarebbe quindi meglio e "proprio" intitolare questa sezione semplicemente ad un banalissimo "restauro tele e tavole" o, piu' facile ancora, "restauro dipinti"??? Cristina
Ok, Premesso che i titoli delle sezioni fanno parte di una prima bozza di forum e che i moderatori possono propormi quello per loro più idoneo, rispondo che le polemiche (..non fini a se stesse..) mi "attizzano" e rendono interessante la discussione (adoro il peperoncino). Probabilmente stanno nascendo delle questioni di gergo dovute a percorsi formativi e/o atteggiamenti diversi. .. per attizzare i carboni ardenti ...preciso che a mio parere restauro e conservazione (al di là della mediazione esclusivamente politica del termine "restauro conservativo) sono due mondi decisamente separati. Il restauro, in qualche modo, interviene nell'opera anche solo e semplicemente nel trattamento delle lacune. La conservazione ... in qualche modo cristallizza lo status quo
Sicuramente è una questione di gergo e formazione. E' ovvio che siamo in presenza solo di una diatriba terminologica. Potremmo altresi' distinguere fra Restauro Conservativo e Restauro Integrativo. Quando parlavo di conservazione di un dipinto intendevo parlare di restauro conservativo e quando parlavo di presentazione estetica, intendevo il restauro pittorico. Tutto qui. Cristina
Grazie a Cristina per i suggerimenti pratici, di restauro conservativo. Quanto alla questione teorica in discussione, ritengo anch'io di essere stata fuorviata dai termini e dalla mia formazione di architetto ed ora in poi utilizzero' con proprietà le due voci di restauro conservativo e restauro pittorico. Si puo' fare una distinzione analoga in architettura? Ritengo che nella prassi del restauro architettonico i due termini confluiscano e che, a parte l'eccezionalità di alcuni interventi (in archeologia o nell'architettura monumentale, quando l'unicità dell'oggetto lo rende più simile ad un'opera di pittura o scultura), non sia corretto un restauro conservativo che, in presenza di lacune, non sia anche integrativo. Non solo ma ritengo che questa integrazione, una volta determinata la forma storicamente assunta dal manufatto e qualora si conoscano le tecniche costruttive utilizzate, non debba distinguersi dalle preesistenze, a tutto vantaggio della dignità dell'edificio