Benvenuto, Ospite.
Per favore esegui il login o o registrati.


Forum Login
Username: Crea un nuovo Account (nome utente)
Password:     Password dimenticata

NUOVO Forum Restauro@Conservazione    CHIMICA E DIAGNOSTICA PER IL RESTAURO    Diagnostica per il restauro  ›  Scienza e Restauro Moderatori: Rossella Croce
Utenti presenti
No Members e 1 Ospiti

Scienza e Restauro  (attualmente 6.338 viste) Stampa
3 Pagine 1 2 3 Tutti Segnala questo tema ad un amico
Rossella Croce
Gennaio 21, 2005, 12:26pm Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.260
Location: Venezia
Quale limite tra ''Scienza'' e Restauro? E dove si colloca la ''Conservazione'' in tutto questo? Il tema è stato toccato tante volte nel forum precedente e ritengo fosse estremamente interessante...quindi lo ripropongo, sperando in moltissimi commenti


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati
admin
Gennaio 22, 2005, 9:29am Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 718
Location: Palermo
Questa tema, posto all'interno della sezione diagnostica, assume un significato particolare. Ci troviamo infatti in quella zona di demarcazione fra due universi paralleli che oggi si usa definire "border line".
Nel recente passato i contatti fra le due discipline, al di là del rispetto reciproco, erano quasi inesistenti.
I cultori della scienza, definiti "positivisti", venivano accusati di non percepire nulla al di là della fisicità e della comprovata certezza dei riscontri oggettivi.
I cultori delle arti, definiti "umanisti", venivano considerati pensatori raffinati totalmente estranei alla realtà delle cose.
Ma siamo certi che in presenza della border line (diagnostica) le cose oggi siano diverse ?
Personalmente ritengo (sensazione e non certezza) che, all'interno degli "umanisti"  il contatto stia generando soffuse posizioni fondamentaliste; posizioni che fanno inconsciamente riemergere paure e perplessità in relazione ad una (più che temuta) "dipendenza" (per non dire  addirittura "primato") dalle scienze.
Non possiamo, infatti, ignorare che, alla fine del secolo scorso, il ricorso alle scienze sia stato considerato come una vera e propria inalienabile resa di fronte all'accellerazione dei fenomeni di degrado in presenza di atmosfere inquinate.
Poi lentamente dall'esterno ... si è passati all'interno ... e via dicendo.
Testo citato
E dove si colloca la ''Conservazione'' in tutto questo?

.. e dove si colloca il restauro ?
Abbiamo, se vogliamo, materiali e temi sufficienti per aprire un altro forum ...


Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Skype Replica: 1 - 40
admin
Gennaio 26, 2005, 7:41am Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 718
Location: Palermo
Questo "topic" rischia di restare senza repliche.
Su questi temi, probabilmente, l'unico logorroico è il sottoscritto.

Ho coniato uno slang: "l'odierna dittatura tecnico-scientifica nella conservazione".
Mi onoro, in proposito, dell'apprezzamento positivo espesso dalla mia unica guida nell'universo storico-critico (prof. G. Carbonara) che ha anche aggiunto "soffusamente 'beniculturalistica' ma in effetti non rispettosa dei monumenti e della loro sorte"

Al di là delle discquisizioni su certe definizioni omnicomprensive di scienza, restauro e  conservazione, la perplessità si sviluppa in merito alla seguente rifessione: a chi si delega il controllo e la gestione dell'uso delle più recenti tecniche che, in vario modo, vantano un supporto scientifico ?

Chi trasforma la diagnosi in prognosi ? .... E via dicendo

Nell'ultimo decennio del secolo scorso, infatti, si è assistito al progressivo trasferimento della priorità nelle competenze dall'ambito storico-critico (qualcuno ricorda ancora le istanze brandiane?) verso quelle più univocamente scientifiche e tecnologiche.

In ambito Normal si è anche tentato di proporre (ma il Ministero BB. CC. non ha fornito alcuna risposta) la figura di un "responsabile tecnico scientifico" a cui delegare le scelte nel progetto di restauro.

Il problema delle competenze si pone anche in presenza di una normativa che in apparenza appare chiara ma che facilmente viene "bypassata".

Non è in discussione, per esempio, anche a livello europeo la competenza dell'architetto (ove questi realmente lo sia) nell'ambito del progetto di restauro; tuttavia si è trovato l'escamotage d'inventarsi il progetto di consolidamento (come se quest'ultimo non partecipasse ad un'opera di restauro) per trasferire di fatto la competenza agli ingegneri.

Arresto il monologo ed attendo delle repliche



Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Skype Replica: 2 - 40
Rossella Croce
Gennaio 26, 2005, 10:39am Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.260
Location: Venezia
Sul ''divario '' ingegnere - architetto nel settore della conservazione e del restauro dei monumenti  ovviamente ce ne sarebbe per tutti i gusti...per il resto...cosa vuoi che ti dica una ferrea convinta della necessità del restauro "scientifico"? Secondo me c'è una bella differenza tra tecnicismo e scientificità...o almeno dovrebbe esserci...forse il problema è che oramai si confondono un pò troppo ruoli e competenze, ognuno tirando acqua al proprio mulino, e perdendo di vista il fine ultimo, ovvero, la miglior conservazione possibile del manufatto....


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 3 - 40
Jole Marcuccio
Gennaio 26, 2005, 11:25am Rapporto al Moderatore
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Moderatore
Posts: 678
Location: Bergamo
io vorrei portare come contributo alla discussione il mio bisogno di una scienza usabile, di una scienza più umana.
Mi spiego, ho chiesto informazioni sull'utilizzo dell'indagine con IR falso colore, Rossella invece ha chiesto dati sulla Raman, non ci sono state risposte. Questo non solo perchè il bacino di utenza del forum è sicuramente llimitato, ma anche perchè la diagnostica, la scienza è solo degli scienziati, dei tecnici di diagnostica, non dei restauratori che operano sull'opera e che per far bene il loro lavoro avrebbero bisogno di usare questi strumenti, come usano il bisturi o il pennello o i solventi.
le tecniche diagnostiche presentano un problema, o comunque un aspetto, che è l'interpretazione dei dati, e chi meglio della persona che opera direttamente, che ha l'occhio allenato e la sensibilità ( posso osare il termine artistica?) può fare ciò.
E' ovvio che determinate indagini, ad esempio, mi viene in mente l'utilizzo del SEM, non possono essere attuate al di fuori di laboratori scientifici ben attrezzati, ma questo non cambia i termini del discorso. Una riflettografia è  una tecnica semplice, ma può essere utilissima, come pure IR falso colore, bisogna solo appropriarcene, togliendole dal loro piedistallo.


Jole Marcuccio
moderatore sezione Restauro Dipinti
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 4 - 40
Pasquale
Gennaio 26, 2005, 11:29am Rapporto al Moderatore
Dott. Ing. - Dottorando in Ingegneria - Curioso
Utente recente
Posts: 14
Location: Casarsa della Delizia (PN) -- Trieste
Spero di non uscire troppo dalla discussione ma secondo me la "psico-diversità" dei progettisti italiani e la continua guerra al sono più bravo io oppure questo è di  mia competenza ha sicuramente portato entrambi gli schieramenti, mediamente parlando, ad un ottimo livello tecnico in campo internazionale. Questo per merito della competizione...il buon Darwin!!!

E' altresì vero che in alcuni casi tale conflittualità porta ad un nulla di fatto, il classico caso
del:
Ing. "la prendo io..."
Arch. "no no!!!...la prendo io"

e alla fine la lasciano entrambi, la patata divenuta bollente.

Detto ciò, ossia niente di più di quello che già si sapeva...credo che Rossella abbia perfettamente ragione quando dice che l'obiettivo non è la lotta di classe ma la
miglior conservazione possibile del manufatto...o generalizzando il miglior intervento possibile sul territorio e verso il territorio.


--Pasquale Lucia
Sono alla disperata ricerca di un cordolo archi-compatibile.
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 5 - 40
admin
Gennaio 26, 2005, 12:23pm Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 718
Location: Palermo
Contrapponevo architetti ed ingegneri solo per fare un esempio.

Zeus e/o Giove proteggano i reperti dagli architetti famosi ..

Se intendiamo il restauro (in una estrema sintesi) come rimozione e/o aggiunta di materia dell'opera d'arte la competenza esclusiva degli scienziati non riesco ad immaginarla ...


Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Skype Replica: 6 - 40
Pasquale
Gennaio 26, 2005, 1:13pm Rapporto al Moderatore
Dott. Ing. - Dottorando in Ingegneria - Curioso
Utente recente
Posts: 14
Location: Casarsa della Delizia (PN) -- Trieste
Credo che il concetto possa essere allargato anche a Tecnici ed Artisti!

Il punto è il come si opera. All'estero, soprattutto in Paesi di formazione anglosassone
esiste un libretto d'istruzioni per qualsiasi cosa...beh è svilente...in fondo da noi la componente umana è ancora preponderante (anche se la cosa non sempre è un vantaggio ) ma non si può avere tutto nella vita!

Rientrando nella discussione io credo che lo scienziato abbia il diritto-dovere di divulgare la propria conoscenza a coloro i quali devono applicare tali concetti alla pratica.
Durante questo scambio d'idee forse le due parti dovrebbero cercare di essere più "umili" ed ascoltare e criticare ciò che l'interlocutore ha da riferire. Non èsempre detto che la Conoscenza sia patrimonio esclusivo dell'anziano o del "pratico".

...


--Pasquale Lucia
Sono alla disperata ricerca di un cordolo archi-compatibile.
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 7 - 40
admin
Gennaio 28, 2005, 8:39am Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 718
Location: Palermo
Il buon Pasquale mi ha distratto dalle osservazioni di Jole ... oltre che dai miei monologhi (..da divano di psicoterapista..).
Riprendo le mie farneticazioni nella speranza di non essere espulso da questo topic

... bisogna solo appropriarcene, togliendole dal loro piedistallo ...


Tempo addietro su Yahoo ho riferito dell'esistenza, all'interno delle (defunte)commissioni Normal, di compartimenti stagno "irreversibilmente impermeabili" fra i vari settori. Uno contro tutti ?
No. Semplicemente ognuno geloso del suo "cortiletto" di competenze ..  

Questo è un vizietto che accomuna miracolosamente tutti coloro che in qualche modo risiedono su dei piedistalli.

Jole, non vedo come un semplice restauratore (comprendendo in questa categoria anche gli architetti) possa competere con certi laboratori sia per supposte competenze che per credibilità mediatica.

Viviamo l'era della complessità e probabilmente non saremo più capaci di esprimerci, per i limiti imposti dalla ricerca di certezze matematiche e di riscontri oggettivi, con la stessa spontaneità e semplicità con cui in passato qualsiasi artista controllava la tecnica e conosceva profondamente la materia.





Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Skype Replica: 8 - 40
Rossella Croce
Gennaio 28, 2005, 11:52am Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.260
Location: Venezia
Riguardo a questo argomento posso solo portare la mia personale esperienza. Sono restauratrice da moltissimi anni. Come  figlia di restauratori  ho iniziato a bottega giovanissima, ma la mia curiosità mi ha portato, crescendo, a desiderare di più... Così ho fatto prima una scuola di restauro, poi un'altra, poi un sacco di corsi di aggiornamento.  Intanto lavoravo sodo e la carriera procedeva a gonfie vele, lavori sempre più belli, stimati, insomma un'idillio...Ma più  conoscevo più ero assetata di conoscere. Sentivo che c'era qualcosa che mi sfuggiva: variabili, particolari, sensazioni, dubbi che non trovavano risposta... poi a volte improvvise "intuizioni". Un giorno mi  sono imbattuta nella diagnostica ed ho capito il senso di quelle che chiamavo  "intuizioni"...e non nego di aver pensato ciò che dice Jole: togliere la scienza  dal piedistallo e farla mia. Così mi sono iscritta ad un'università specifica per studiare e fare mia queste  "intuizioni"...  Ma tutto è cambiato. La visione del restauratore sulla scienza e sulla diagnostica non è obbiettiva. Ci sentiamo sicuri del nostre capacità  e  riteniamo di poterci appropriare di queste competenze facilmente perchè possediamo una ampia conoscenza della materia del restauro e non ci rendiamo conto  della difficoltà intrinseca che c'è dietro ad assimilare proficuamente queste nozioni. Bisogna cambiare  la propria mente, la visione delle cose... completamente... E' un mondo bellissimo ma durissimo, cosparso di competenze di alto livello che fanno la differenza tra essere un tecnico che esegue un' analisi in maniera meccanica,  basandosi sulle procedure (cosa inutile) e uno che comprende la materia a 360° producendo valutazioni utili.  A tutt'oggi mi rendo conto che un restauratore, per quanto bravo e sensibile, non può fare diagnostica attendibile senza diventare al contempo uno specialista. Lo specialista invece  ha  il problema rovesciato: non è un restauratore, gli manca l'altro lato del sapere del restauro. Spesso questi presunti "specialisti" sono solo tecnici scientifizzati assolutamenti inutili che credono di sapere e capire solo perchè hanno studiato...che dispensano consigli su metodi e procedure di restauro ma che non snno nemmeno di cosa stanno parlando, che non conoscono concetti come "fattibilittà d'intervento"  "budget" e " accessibilità fisica"  Molti resturatori sono invece solo arroganti "so tutto io" Da qui ci imbattiamo nelle  incongruenze che vediamo ogni giorno nel mondo del restauro, da qui arrivano ogni forma di chiusura di cui abbiamo parlato dove gli esponenti limite sono lo scienziato  che si comporta come una specie di santone indiano e il restauratore  che diventa  un presuntuoso e pericoloso factotum.  Il problema sta quindi nella mancata fusione. Oggi non  sono molto convinta che un diagnosta possa diventare  un restauratore, perchè per me un restauratore, a prescindere dai titoli,  deve obbligatoriamente fare tantissimi anni di esperienza pratica prima di potersi credere tale. Penso che però possa essere possibile il contrario, anche se il passaggio richiede un grandissimo sforzo e dispendio di energia, studiando ad alto livello e non da "privatisti " Questa figura, completa è per me il futuro del restauro, e per fortuna sembra che, piano piano, ce ne stiamo rendendo conto tutti.... Questo per me è il restauro scientifico.


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 9 - 40
giorio
Gennaio 28, 2005, 3:50pm Rapporto al Moderatore
Responsabile Settore Microclima e Restauro
Utente recente
Posts: 14
Location: VICENZA
salve
mi aggiungo al vostro dibattito...sono un fisico, appassionata d'arte e per questo al momento della laurea ho scelto una tesi sulla diagnostica microclimatica applicata ai beni culturali.
Parlo da un punto di vista puramente personale, non posso rispondere per i miei "colleghi", però nella mia professione, quando mi trovo a rispondere su questioni legate alla conservazione, premetto sempre che NON SONO UN RESTAURATORE. Quindi io posso dare delle valutazioni su aspetti di tipo fisico, sull'interazione tra il clima e gli oggetti, o (mi occupo anche di laser) sull'interazione tra radiazione e materia. Ma quando mi chiedono cose più specifiche su protettivi, materiali, pigmenti.... non mi esprimo perchè mi rendo conto che non ho le competenze adatte.
Credo comunque, con il mio lavoro, di dare un contributo per quanto piccolo al mondo del restauro e che sia importante che intervenga anche la scienza pura per dare delle risposte "numeriche" ai quesiti dei restauratori.
Ritengo quindi che ognuno dovrebbe fare il suo mestiere e COOPERARE con le diverse figure professionali... è dal confronto che progredisce la conoscenza

Spero che questo mio intervento possa essere utile al dibattito
Saluti
Roberta Giorio
Responsabile Microclima e Restauro LAMBDA Scientifica


Roberta Giorio
LAMBDA Scientifica
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 10 - 40
Jole Marcuccio
Gennaio 29, 2005, 8:31am Rapporto al Moderatore
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Moderatore
Posts: 678
Location: Bergamo
Sono d’accordo con Rossella , ci vuole più scienza nei laboratori di restauro e nella formazione del restauratore.
Nella mia esperienza di lavoro sul territorio su opere in massima parte di proprietà ecclesiastica, dove i soldi per i restauri provengono dalle parrocchie, dalla gente, fuori dalla logica del restauro come atto di immagine per sponsor generosi o momento di studio per le istituzioni, la diagnostica ha un ruolo marginale. Non ci sono i soldi per stratigrafie, radiografie, XRF, Raman, SEM e quant’altro, e le indagini si concentrano sulle tecniche di ripresa fotografica, ma sono convinta che determinate tecniche possano diventare patrimonio del restauratore, usate normalmente, perché non complesse come attrezzatura e utilizzo della stessa.
Imparare ad usare correttamente una riflettografia, sia pure con telecamera e non a scanner, è utilissimo per leggere gli strati della pittura, non solo il disegno sottostante, gli UV abbinati al falso colore per individuare ridipinture e pigmenti usati, senza prelievi e senza ricorrere ad una tecnica complessa come i raggi X della XRF.
Il problema è che spesso si sente dire, non possiamo fare diagnostica, perchè non puoi accedere al tecnico o al laboratorio  per questioni di budget , ma in realtà non fanno diagnostica perchè  passa l’idea che ognuno debba avere il suo campo ed essere superspecializzato. Quindi tu fai il restauratore, io faccio la diagnosi senza invasioni.( parlo sempre di diagnostica, di strumenti che è possibile usare fuori dai centri specializzati)
Questo modo di pensare è la conseguenza dell’affermazione che il restauro sia un lavoro di squadra, della collaborazione tra restauratore-scienziato-storico dell’arte, giustissima affermazione, ma non sempre attuabile. Funziona nelle istituzioni, nei contesti in cui ci sono soldi e tempo a disposizione, in cui si trasforma il restauro nel momento di conoscenza dell’opera d’arte.
In un piccolo laboratorio questo lavoro di squadra non esiste, allora che facciamo? Possiamo eliminare i piccoli , ma questa delle botteghe è un patrimonio italiano, forse proprio la nostra forza. Oppure possiamo divulgare, rendere più accessibili le conoscenze, le tecniche, le attrezzature, imparare da una scienza che non rimane nel chiuso dei laboratori, ma che diventa strumento di lavoro, assieme a quel procedere, elaborare in maniera che le è propria.
Un ultimo appunto, sulla divisione dei ruoli restauratore-scienziato-storico dell’arte, è qualcosa che non mi piace.
Io restauratore, lavoro sulla materia dell’opera, sono l’esecutore di procedimenti tecnici, ma nel momento in cui decido il tipo di pulitura, che indago l’opera, sono anche lo scienziato, il chimico.
Quando decido di fermarmi ad un certo livello di pulitura, di salvare una ridipintura, compio un atto critico (ovviamente se ne discuterà con il funzionario della soprintendenza, ma questo non cambia la logica del discorso).
Brandi sosteneva che una pulitura non doveva essere una operazione tecnica volta ad eliminare i materiali estranei dalla superficie, ma un’operazione critica, come pure qualsiasi operazione di restauro non può che essere interpretativa.
Oggi è difficile che un restauratore definisca così la pulitura, che si assuma la responsabilità di una operazione oggettiva, di un suo coinvolgimento in una operazione sentita come molto scientifica. Quindi su questo piano, dove pongo il confine tra scienza e restauro?


Jole Marcuccio
moderatore sezione Restauro Dipinti
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 11 - 40
admin
Gennaio 29, 2005, 8:58am Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 718
Location: Palermo
Jole,
un problema simile lo riscontriamo nel mondo delle costruzioni:
L'emergenza monumentale che, per certi versi, rischia l'accanimento terapeudico ...
e l'edilizia diffusa della città storica la cui salvaguardia viene gestita dal singolo progettista (non sempre sensibile ai temi della conservazione).
E' il problema che mi sono posto con lo studio su Ortygia  http://www.culturalheritage.net/ortygia
In sintesi: un tentativo di fornire ai progettisti una pre-diagnosi in seguito ad un'analisi approfondita su un numero 'statisticamente significativo' di superfici degradate.


Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Skype Replica: 12 - 40
Rossella Croce
Febbraio 4, 2005, 5:24pm Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.260
Location: Venezia
Accanimento terapeutico, edilizia storica abbandonata...che valore diamo al nostro patrimonio culturale? Come classifichiamo gli interventi ed il valore di un manufatto? Siamo davvero sicuri che le innumerevoli analisi riservate a certi prestigiosi manufatti servano davvero al fine della loro conservazione? Come indirizzarle a manufatti meno pregiati in cui invece il loro uso potrebbe determinarne la salvaguardia? Spesso purtroppo sfioriamo politiche da Soteby...in un paese dove tutto, o quasi,  meriterebbe un'attenzione speciale per la sua unicità Un   tema che mi intriga molto..sarebbe utile  forse fare degli  esempi?


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 13 - 40
admin
Febbraio 5, 2005, 10:49am Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 718
Location: Palermo
Dalle mie precedenti farneticazioni potrei apparire avverso al mondo delle scienze ..
Falso.
Nel lontano 1973 (hai hai ..) avevo scelto come tesi di laurea un tema ancora poco "masticato" in Italia : Metaprogetto di una struttura ospedaliera. Ovvero l'impostazione tramite il "performance design" di una mappa dettagliata di requisiti/prestazioni per la successiva progettazione architettonica tramite computer.
Negli studi professionali si usavano ancora le "Olivetti Divisumma" ovvero le calcolatrici elettromagnetiche (qualcosa di simile al pallottoliere).

Come al solito, dopo la laurea, si fanno altre cose ...

Dopo una lunga esperienza di cantiere (anche tramite una mia ditta specializzatasi in tecniche speciali per il restauro) ho collaborato per diversi anni al corso universitario di Tecnologia del recuparo edilizio.

L'esperienza universitaria mi ha consentito una profonda riflessione sui sistemi d'intervento fino al punto di dichiararmi, in occasione di un convegno dell'area tecnologica (nucleo antico e destino delle città) tenutosi in occasione del Riabitat di Genova nel maggio 1987, un "pentito" non di terrorismo, e nemmeno di mafia ma semplicemente di moderna tecnologia".

Per concludere ... (sarà vero?)
Ho notato che nel forum diversi restauratori si pongomo e lanciano quesiti esclusivamente tecnici.
Mi sta bene e li ringrazio per l'assidua presenza (cosa che non fanno i miei colleghi architetti).
... mi costringono a fare l'avvocato del diavolo ...
Solo tecnica ?
Solo scienza ?


Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Skype Replica: 14 - 40
magghi
Febbraio 21, 2005, 1:33pm Rapporto al Moderatore
restauratrice
Nuovo utente
Posts: 8
Location: marsala palermo
credo che non sia necessario stabilire un limite preciso fra scienza e restauro,questo può cambiare a secondo dei casi;più importante è chiedersi quale formazione deve avere un Tecnico restauratore.Ho avuto la fortuna di avere come docente Paolo Cremonesi un chimico che continua a divulgare "semplici"quantomeno accessibili nozioni chimiche e diagnostiche .Se il restauratore è in grado di fare un minimo ragionamento sul riconoscimento del comportamento di alcuni materiali ecc sarà in grado di valutare la necessita' ,nell'intervento, di competenze scientifiche  specifiche.Troppo spesso ,però l'interlocutore primo del restauratore non è in grado di seguire questi ragionamenti,e considera credibile solo quello che non può essere messo in discussione....é quì sta il problema!!! La conservazione delle opere ci chiede a mio avviso una collaborazione stretta e soprattutto un linguaggio comune.


margherita barraco
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 15 - 40
admin
Marzo 4, 2005, 12:06pm Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 718
Location: Palermo
Il mio atteggiamento esclusivamente "storico crtico", inserito provocatoriamente in questa sezione, non ha attizzato l'acceso dibattito che mi aspettavo ...
Cosa deve fare un onesto provocatore per avere successo ?  
Mi accorgo che nel forum si preferisce discutere esclusivamente di problemi tecno-pratici ..
Volete che mi arrendo ?
Soffio ancora sui tizzoni (poco ardenti) ?
O trasferisco il tutto in altra sezione ?




Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Skype Replica: 16 - 40
Rossella Croce
Marzo 4, 2005, 2:58pm Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.260
Location: Venezia
attento... chi semina vento raccoglie tempesta.... (dicono, sob, forse non in questo caso.... )


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 17 - 40
stefano_qi
Marzo 10, 2005, 12:52am Rapporto al Moderatore
Restauro e conservazione Beni Culturali
Utente Attivo
Posts: 32
Location: Assisi (Pg)
Perdonate l'intrusione ma ho ricevuto la seguente richiesta da parte di un'amica per una tesi e questo mi sembrava il posto migliore in cui proporla.
Grazie e buon proseguimento, Stefano.

(...omissis) di Narni Sotterranea, vorrei chiederti se potresti
gentilmente suggerirmi qualche testo specifico relativo al microclima negli
ambienti ipogei, alle indagini microclimatiche, alle condizioni
termoigrometriche ottimali per la conservazione dei nostri preziosi
affreschi, quindi in generale una minima bibliografia relativa a questi
argomenti. Mi sarebbero molto utili per il mio lavoro di tesi, che stenta a
partire a causa della mia futura relatrice che mi ha cordialmente
consigliato di affrontare questo lavoro da sola a causa della sua più totale
ignoranza a riguardo...


Stefano Petrignani
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 18 - 40
admin
Marzo 10, 2005, 12:39pm Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 718
Location: Palermo
Non so essere più preciso (anche perchè avrò prestato a qualcuno un testo che volevo segnalare   ).
La tua amica può eseguire una ricerca sui segfuenti autori:
Camuffo G. - Accardo G. - Schenal P.

P.S.
Complimenti alla relatrice ...  


Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Skype Replica: 19 - 40
giorio
Marzo 10, 2005, 3:07pm Rapporto al Moderatore
Responsabile Settore Microclima e Restauro
Utente recente
Posts: 14
Location: VICENZA
Ho avuto l'onore di svolgere la mia tesi di laurea in fisica sul microclima per la conservazione dei beni culturali con il Prof. Camuffo. Ritengo che per questioni legate al microclima sia senz'altro tra le persone più competenti. Aggiungo un altro nome: Adriana Bernardi (una sua collega, tra l'altro)


Roberta Giorio
LAMBDA Scientifica
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 20 - 40
stefano_qi
Marzo 11, 2005, 11:30pm Rapporto al Moderatore
Restauro e conservazione Beni Culturali
Utente Attivo
Posts: 32
Location: Assisi (Pg)
Molte grazie.
Stefano


Stefano Petrignani
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 21 - 40
viria
Marzo 14, 2005, 2:58pm Rapporto al Moderatore
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
Utente Attivo
Posts: 35
Location: Barletta (BA)
Ciao a tutti!!
Questo dibattito mi sembra molto interessante..sono ancora alle prime armi ma ho appena terminato un corso biennale in collaboratore nel restauro dei dipinti su tela e intanto a luglio ho la tesi in diagnostica del restauro. credo che il restauro sia una scienza in crescita e che sicuramente le nuove generazioni si stiano preparando sciantificamente a tutto questo.. bisogna sostituire quell'empirismo di cui i vecchi restauratori vanno tanto fieri con degli studi adeguati che non si fermino all' esperienza diretta per tentativi ed errori.
Grazie alla tesi sto utilizzando strumentazioni complesse come il SEM e do ragione a jole quando dici che la parte + complessa è l'interpretazione dei dati.Per questo credo che occorra una figura professionale che faccia da tramite tra il restauratore e i laboratori di analisi ma a tutt'oggi la figura del diagnostico credo non esista ancora!!o meglio non è facile da far accettare soprattutto dai restauratori..


Vittoria Rodriquez
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Windows Live Messenger Replica: 22 - 40
Rossella Croce
Marzo 15, 2005, 8:44pm Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.260
Location: Venezia
Puoi dirci di più di te Vittoria? In che facoltà studi, che corso fai? Ci sono in forum tuoi colleghi sicuramente interessati.


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 23 - 40
viria
Marzo 16, 2005, 10:28am Rapporto al Moderatore
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
Utente Attivo
Posts: 35
Location: Barletta (BA)
Accolgo il tuo invito Rossella. Sto terminando il D.U. in Diagnostica del restauro della facoltà di Geologia a Bari; attualmente sto svolgendo una tesi in mineralogia e petrografia su dei mosaici paleocristiani;a luglio ho terminato un corso biennale di operatore tecnico per il restauro dei dipinti su tela (En.A.I.P. Barletta)..e ora sono in attesa del terzo anno di specializzazione enel frattempo sto cercando di scrivere la tesi..ma la situazione non è per niente rosea per una futura diagnostica..nè tanto meno per una collaboratrice del restauro..


Vittoria Rodriquez
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Windows Live Messenger Replica: 24 - 40
angelo ingrasci
Marzo 16, 2005, 1:49pm Rapporto al Moderatore
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
Utente anziano
Posts: 53
Location: Asti
Che cosa sarebbero i restauratori senza la scienza?.( dei mediocri restauratori)..Questa è la mai considerazione..........x quanto riguarda il pensiero del prof .Bonsanti,lascia intendere che Il restauraro nn è arte ma scienza.ecccc. su questa argomentazione.ho trovato  molto interessante il corso in cassetta.Operatore dei beni culturali di nettuno,storia e tecnica del restauro delle opere d'arte,lezione 1 e 2....


angelo ingrasci
Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 25 - 40
admin
Marzo 16, 2005, 3:56pm Rapporto al Moderatore
Architetto
Amministrazione
Posts: 718
Location: Palermo
ok, mi arrendo ..
un ultimo commento su scienza e restauro:
il restauro non è mai stato arte e mi auguro che non sia mai solo scienza.
Sarebbe la fine dell'opera d'arte.


Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Skype Replica: 26 - 40
Rossella Croce
Ottobre 24, 2005, 5:01pm Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.260
Location: Venezia
Il restauro non deve essere in alcun modo arte (se non intesa in senso lato, come arte del restauro) sul fatto che non debba essere solo scienza mi trovi daccordo, ma mi auspico di cuore che il restauro volga sempre di più alla scienza per completarsi pienamente


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 27 - 40
Architer
Giugno 11, 2006, 8:32pm Rapporto al Moderatore
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
Moderatore
Posts: 139
Location: Palermo
Aggiungo del mio anche alla luce di alcune mie recenti esperienze.
In un cantiere di restauro in cui stiamo facendo una tesi, abbiamo notato una pellicola color ocra (che per me poteva essere una traccia di pittura), e che per il restauratore incaricato, ho saputo dal Direttore dei lavori (non ci siamo incontrati), potesse essere l'alterazione di un protettivo dato sull'intonaco. Per me credo che questa diversità di ipotesi possa essere discriminata solamente da un'analisi diagnostica (ossia stabilire se la materia in questione sia organica o meno).
Detto questo, siccome siamo come Università, diciamo ospiti, di un cantiere privato, che non ha sovvenzioni pubbliche e non si può permettere di affrontare i costi di analisi diagnostiche, e siccome hanno già rimosso in più punti questo strato, giudicandolo tale, diventa ormai anche difficile proporgli di potere prendere campionamenti. Li metteremo in difficoltà sulle scelte operative ormai intraprese.
IL dubbio a me rimane. Ossia, se era pittura, cambierebbe una certa idea, ormai assodata di certa definizione barocca degli esterni, totalmente bianca, un po' come l'equivoco di wilckelmann tramandato dalla storia.
In questo, credo, debba esserci la Scienza, rispetto al fiuto artigianale, nell'evitare di sottrarre informazioni alla storia.


Teresa Campisi
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 28 - 40
Adamantio
Giugno 11, 2006, 10:21pm Rapporto al Moderatore
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Moderatore
Posts: 894
Location: Torino e Aramengo (AT)
Secondo me dobbiamo osservare il restauro dall'esterno ed esaminare la sua evoluzione.
100 anni fa un esercito di artigiani, di antiquari, di robivecchi, di perpetue delle Chiese, ecc... si prendeva cura del nostro grande patrimonio culturale e tuttosommato, pur essendoci stati numerosi danneggiamenti, molto è arrivato ai nostri giorni...
Già anticamente alcuni sporadicissimi chimici o comunque cultori della scienza hanno cominciato a occuparsi di Beni Culturali e tra questi mi piace ricordare nell'immediato dopoguerra Patrito che fu uno degli insegnanti di mio nonno, ma per citarne uno forse più noto potrei dire Pettenkofer che aveva messo a punto l'omonimo metodo.
Hanno messo a punto le applicazioni al restauro di solventi organici, polimeri, tensioattivi, acidi e basi, enzimi (la pepsina, ad esempio, la usava già mio nonno quando Cremonesi doveva ancora nascere! (senza nulla togliere ai numerosi meriti di Cremonesi)) e moltissime altre sostanze e metodologie...

Fu vera gloria?

Sicuramente hanno provocato moltissimi danni al patrimonio culturale, hanno introdotto sostanze tossiche e dannose per le opere, hanno provocato distacchi a scaglie di immense superfici "consolidate", hanno permesso che venisse usato il cemento in modo estensivo e potrei continuare a lungo...

molti danni ma un percorso forse obbligato...

Ora (mi piace pensare) il restauro al pari della medicina sta vivendo un rinascimento che necessariamente affonda le sue radici in questo medioevo... che non lo rinnega ma lo ritiene un adole-scienza.

Progressivamente dalle mani dei nostri padri artigiani le opere sono state consegnate a mani e menti più esperte nelle scienze... prima i capolavori del rinascimento poi tutte le tavole e le tele, gli affreschi, le statue, il patrimonio archeologico e tutto il resto... anche cose più recenti hanno cominciato a rivestire una certa importanza l'800 fino a qualche decennio fa non era per nulla considerato... robaccia... e prima era così anche per il '700... mio padre mi racconta che suo nonno (antiquario e restauratore pure lui) rimaneva sconcertato quando vedeva che restauravano i cupi quadri del '600... per lui non ne valeva la pena... solo il '500 meritava (e solo tra l'altro se di autore noto)...

tutto il resto era considerato quasi pari al nulla... nemmeno restaurato o relegato in tempi più recenti ad artigiani e ragazzi volenterosi magari che davano una mano al Parroco rimettendo (purtroppo) a nuovo le opere della Chiesetta.

Progressivamente invece, più attenzione, razionalizzazione... forse non sempre le pensate sono state giuste... ma dagli errori del passato impariamo lezioni per il futuro...

Gli artigiani sono progressivamente stati scalzati dal restauro delle opere del '600, poi del '700, dell'800 e così via restando ora solo più relegati pressochè al restauro del mobile e di poco altro. Un modo di pensare scientifico, medico, critico si è sempre più affermato imponendosi sulla conservazione del patrimonio culturale nazionale prima pubblico e poi anche privato.

I restauratori hanno vissuto questo travagliato passaggio, che per altro ha attraversato anche le altre professioni. Gli Alchimisti sono diventati Chimici, i Medici sono passati dall'essere degli indovini a quello che sono ora... e il saper fare "la fisica" è passato dall'ambito magico-mistico alla figura ben più caratterizzata e scientifica del Fisico Moderno.

Le professioni "moderne" conservano nel loro DNA un legame con i loro predecessori che va dalla ricerca degli alchimisti, al bisogno di risposte dei mistici, al desiderio di salvare una vita dei medici... e così i restauratori sono depositari nelle loro mani e nelle loro menti di tutto il sapere artigiano... ma i moderni restauratori, quelli che sono usciti dalla protostoria, hanno capito quale è il loro futuro, e questo futuro si basa sulle possenti fondamenta della scienza al pari di quello degli altri professionisti citati...


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

ADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO E NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI! http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html
Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 29 - 40
Rossella Croce
Giugno 23, 2006, 7:27am Rapporto al Moderatore
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Moderatore
Posts: 1.260
Location: Venezia
Testo citato
Le professioni "moderne" conservano nel loro DNA un legame con i loro predecessori che va dalla ricerca degli alchimisti, al bisogno di risposte dei mistici, al desiderio di salvare una vita dei medici... e così i restauratori sono depositari nelle loro mani e nelle loro menti di tutto il sapere artigiano... ma i moderni restauratori, quelli che sono usciti dalla protostoria, hanno capito quale è il loro futuro, e questo futuro si basa sulle possenti fondamenta della scienza al pari di quello degli altri professionisti citati...

caro Admantio, se cosi fosse, sarebbe tutto molto semplice...
In realtà, se me lo concedi, non lo è, ed i moderni restauratori solo raramente posseggono nel loro dna la conoscenza artigiana, in particolare per ciò che riguarda la conoscenza delle tecniche artistiche. Per questo oggi sono così fondamentali per noi le tecniche d'indagine non invasive, per questo oggi abbiamo tanti restauratori, titolati ed ignoranti, che fanno molti più danni degli artigiani protostorici. Molti giovani "scienziati", che della parola restauro conoscono solo la r e la o,  si pongono sul mercato creando confusione e perplessità: le competenze scientifiche vengono mixate a quelle pratiche nelle varie università in maniera diversa tra loro, creando figure molto lontane tra loro,  relegate sotto uno stesso fantomatico titolo....Come in ogni lavoro, e non riesco a capire perchè nel restauro si voglia sempre fare eccezione, conta moltissimo la capacità individuale e non solo la conoscenza. Ci vogliamo spesso dimenticare che è un lavoro manuale. Ciò che deve essere scientifico è il metodo, le scelte, la diagnosi ecc...ma per ciò che riguarda la parte pratica...necessitiamo ancora disperatamente della dote manuale.... E quella non si eredita tramite il dna, ne per titolo di studio...altrimenti la selezione naturale avrebbe da tempo dipanato, al ministero,  la infelice matassa del riconoscimento professionale...


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 30 - 40
Adamantio
Giugno 23, 2006, 10:09am Rapporto al Moderatore
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Moderatore
Posts: 894
Location: Torino e Aramengo (AT)
In realtà, Rossella, siamo perfettamente d'accordo. Forse hai frainteso il mio uso della parola DNA che era da intendersi in senso molto lato, infatti io ho parlato di professioni che mantengono nel loro DNA... e non di professionisti.
Il fatto che la manualità e l'esperienza non si ereditino grazie al genoma, mi sembra lapalissiano. L'opnione che hai espresso riguardo al fatto che attualmente si facciano molti più danni di quelli prodotti dagli artigiani del passato è difficilmente dimostrabile anche se romanticamente è bello da pensare.
Secondo me bisogna anche pensare all'intensità di restauro. Fino a alcuni decenni or sono c'era un "minimo intervento" (in senso lato) dovuto soprattutto alla mancanza di fondi e questo ha permesso che molte opere non siano state restaurate se non occasionalmente e blandamente e si siano anche per questo salvate ma se guardiamo ai casi in cui si è pesantemente intervenuto vedremmo spesso uno sfacelo e non sono certo il primo a dire che hanno fatto più danni i restauratori che il tempo. E dico "spesso" perchè ci sono molti casi di interventi anche molto invasivi eseguiti soprattutto a partire dalla seconda metà del novecento con materiali e tecniche ritenuti attualmente non idonei che invece si sono comportati bene e hanno permesso di salvare opere che altrimenti oggi non ci sarebbero più.

La manualità è un fattore fondamentale nella professione del restauratore come lo è nella professione del chirurgo. Tuttavia mi pare che il chirurgo sia più vicino professionalmente allo scienziato più che all'artigiano e più passa il tempo più ciò mi pare vero. Per il restauratore è a mio avviso lo stesso.  



Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

ADERISCI ANCHE TU ALLA PETIZIONE QUALITA' E PRECARIATO NEL RESTAURO E NELLA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI! http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html
Registrato Non in linea
Sito Messaggi Privati Replica: 31 - 40
Adamantio
Giugno 23, 2006, 10:10am Rapporto al Moderatore
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Moderatore