credo che non sia necessario stabilire un limite preciso fra scienza e restauro,questo può cambiare a secondo dei casi;più importante è chiedersi quale formazione deve avere un Tecnico restauratore.Ho avuto la fortuna di avere come docente Paolo Cremonesi un chimico che continua a divulgare "semplici"quantomeno accessibili nozioni chimiche e diagnostiche .Se il restauratore è in grado di fare un minimo ragionamento sul riconoscimento del comportamento di alcuni materiali ecc sarà in grado di valutare la necessita' ,nell'intervento, di competenze scientifiche specifiche.Troppo spesso ,però l'interlocutore primo del restauratore non è in grado di seguire questi ragionamenti,e considera credibile solo quello che non può essere messo in discussione....é quì sta il problema!!! La conservazione delle opere ci chiede a mio avviso una collaborazione stretta e soprattutto un linguaggio comune.
Il mio atteggiamento esclusivamente "storico crtico", inserito provocatoriamente in questa sezione, non ha attizzato l'acceso dibattito che mi aspettavo ... Cosa deve fare un onesto provocatore per avere successo ? Mi accorgo che nel forum si preferisce discutere esclusivamente di problemi tecno-pratici .. Volete che mi arrendo ? Soffio ancora sui tizzoni (poco ardenti) ? O trasferisco il tutto in altra sezione ?
Restauro e conservazione Beni Culturali Utente Attivo
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Location: Assisi (Pg)
Perdonate l'intrusione ma ho ricevuto la seguente richiesta da parte di un'amica per una tesi e questo mi sembrava il posto migliore in cui proporla. Grazie e buon proseguimento, Stefano.
(...omissis) di Narni Sotterranea, vorrei chiederti se potresti gentilmente suggerirmi qualche testo specifico relativo al microclima negli ambienti ipogei, alle indagini microclimatiche, alle condizioni termoigrometriche ottimali per la conservazione dei nostri preziosi affreschi, quindi in generale una minima bibliografia relativa a questi argomenti. Mi sarebbero molto utili per il mio lavoro di tesi, che stenta a partire a causa della mia futura relatrice che mi ha cordialmente consigliato di affrontare questo lavoro da sola a causa della sua più totale ignoranza a riguardo...
Non so essere più preciso (anche perchè avrò prestato a qualcuno un testo che volevo segnalare ). La tua amica può eseguire una ricerca sui segfuenti autori: Camuffo G. - Accardo G. - Schenal P.
Responsabile Settore Microclima e Restauro Utente recente
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Ho avuto l'onore di svolgere la mia tesi di laurea in fisica sul microclima per la conservazione dei beni culturali con il Prof. Camuffo. Ritengo che per questioni legate al microclima sia senz'altro tra le persone più competenti. Aggiungo un altro nome: Adriana Bernardi (una sua collega, tra l'altro)
Ciao a tutti!! Questo dibattito mi sembra molto interessante..sono ancora alle prime armi ma ho appena terminato un corso biennale in collaboratore nel restauro dei dipinti su tela e intanto a luglio ho la tesi in diagnostica del restauro. credo che il restauro sia una scienza in crescita e che sicuramente le nuove generazioni si stiano preparando sciantificamente a tutto questo.. bisogna sostituire quell'empirismo di cui i vecchi restauratori vanno tanto fieri con degli studi adeguati che non si fermino all' esperienza diretta per tentativi ed errori. Grazie alla tesi sto utilizzando strumentazioni complesse come il SEM e do ragione a jole quando dici che la parte + complessa è l'interpretazione dei dati.Per questo credo che occorra una figura professionale che faccia da tramite tra il restauratore e i laboratori di analisi ma a tutt'oggi la figura del diagnostico credo non esista ancora!!o meglio non è facile da far accettare soprattutto dai restauratori..
Accolgo il tuo invito Rossella. Sto terminando il D.U. in Diagnostica del restauro della facoltà di Geologia a Bari; attualmente sto svolgendo una tesi in mineralogia e petrografia su dei mosaici paleocristiani;a luglio ho terminato un corso biennale di operatore tecnico per il restauro dei dipinti su tela (En.A.I.P. Barletta)..e ora sono in attesa del terzo anno di specializzazione enel frattempo sto cercando di scrivere la tesi..ma la situazione non è per niente rosea per una futura diagnostica..nè tanto meno per una collaboratrice del restauro..
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali Utente anziano
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Che cosa sarebbero i restauratori senza la scienza?.( dei mediocri restauratori)..Questa è la mai considerazione..........x quanto riguarda il pensiero del prof .Bonsanti,lascia intendere che Il restauraro nn è arte ma scienza.ecccc. su questa argomentazione.ho trovato molto interessante il corso in cassetta.Operatore dei beni culturali di nettuno,storia e tecnica del restauro delle opere d'arte,lezione 1 e 2....
ok, mi arrendo .. un ultimo commento su scienza e restauro: il restauro non è mai stato arte e mi auguro che non sia mai solo scienza. Sarebbe la fine dell'opera d'arte.
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte Moderatore
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Il restauro non deve essere in alcun modo arte (se non intesa in senso lato, come arte del restauro) sul fatto che non debba essere solo scienza mi trovi daccordo, ma mi auspico di cuore che il restauro volga sempre di più alla scienza per completarsi pienamente
Rossella Croce Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione Moderatore
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Aggiungo del mio anche alla luce di alcune mie recenti esperienze. In un cantiere di restauro in cui stiamo facendo una tesi, abbiamo notato una pellicola color ocra (che per me poteva essere una traccia di pittura), e che per il restauratore incaricato, ho saputo dal Direttore dei lavori (non ci siamo incontrati), potesse essere l'alterazione di un protettivo dato sull'intonaco. Per me credo che questa diversità di ipotesi possa essere discriminata solamente da un'analisi diagnostica (ossia stabilire se la materia in questione sia organica o meno). Detto questo, siccome siamo come Università, diciamo ospiti, di un cantiere privato, che non ha sovvenzioni pubbliche e non si può permettere di affrontare i costi di analisi diagnostiche, e siccome hanno già rimosso in più punti questo strato, giudicandolo tale, diventa ormai anche difficile proporgli di potere prendere campionamenti. Li metteremo in difficoltà sulle scelte operative ormai intraprese. IL dubbio a me rimane. Ossia, se era pittura, cambierebbe una certa idea, ormai assodata di certa definizione barocca degli esterni, totalmente bianca, un po' come l'equivoco di wilckelmann tramandato dalla storia. In questo, credo, debba esserci la Scienza, rispetto al fiuto artigianale, nell'evitare di sottrarre informazioni alla storia.
Dottore in Chimica - Consulente Restauro Moderatore
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Secondo me dobbiamo osservare il restauro dall'esterno ed esaminare la sua evoluzione. 100 anni fa un esercito di artigiani, di antiquari, di robivecchi, di perpetue delle Chiese, ecc... si prendeva cura del nostro grande patrimonio culturale e tuttosommato, pur essendoci stati numerosi danneggiamenti, molto è arrivato ai nostri giorni... Già anticamente alcuni sporadicissimi chimici o comunque cultori della scienza hanno cominciato a occuparsi di Beni Culturali e tra questi mi piace ricordare nell'immediato dopoguerra Patrito che fu uno degli insegnanti di mio nonno, ma per citarne uno forse più noto potrei dire Pettenkofer che aveva messo a punto l'omonimo metodo. Hanno messo a punto le applicazioni al restauro di solventi organici, polimeri, tensioattivi, acidi e basi, enzimi (la pepsina, ad esempio, la usava già mio nonno quando Cremonesi doveva ancora nascere! (senza nulla togliere ai numerosi meriti di Cremonesi)) e moltissime altre sostanze e metodologie...
Fu vera gloria?
Sicuramente hanno provocato moltissimi danni al patrimonio culturale, hanno introdotto sostanze tossiche e dannose per le opere, hanno provocato distacchi a scaglie di immense superfici "consolidate", hanno permesso che venisse usato il cemento in modo estensivo e potrei continuare a lungo...
molti danni ma un percorso forse obbligato...
Ora (mi piace pensare) il restauro al pari della medicina sta vivendo un rinascimento che necessariamente affonda le sue radici in questo medioevo... che non lo rinnega ma lo ritiene un adole-scienza.
Progressivamente dalle mani dei nostri padri artigiani le opere sono state consegnate a mani e menti più esperte nelle scienze... prima i capolavori del rinascimento poi tutte le tavole e le tele, gli affreschi, le statue, il patrimonio archeologico e tutto il resto... anche cose più recenti hanno cominciato a rivestire una certa importanza l'800 fino a qualche decennio fa non era per nulla considerato... robaccia... e prima era così anche per il '700... mio padre mi racconta che suo nonno (antiquario e restauratore pure lui) rimaneva sconcertato quando vedeva che restauravano i cupi quadri del '600... per lui non ne valeva la pena... solo il '500 meritava (e solo tra l'altro se di autore noto)...
tutto il resto era considerato quasi pari al nulla... nemmeno restaurato o relegato in tempi più recenti ad artigiani e ragazzi volenterosi magari che davano una mano al Parroco rimettendo (purtroppo) a nuovo le opere della Chiesetta.
Progressivamente invece, più attenzione, razionalizzazione... forse non sempre le pensate sono state giuste... ma dagli errori del passato impariamo lezioni per il futuro...
Gli artigiani sono progressivamente stati scalzati dal restauro delle opere del '600, poi del '700, dell'800 e così via restando ora solo più relegati pressochè al restauro del mobile e di poco altro. Un modo di pensare scientifico, medico, critico si è sempre più affermato imponendosi sulla conservazione del patrimonio culturale nazionale prima pubblico e poi anche privato.
I restauratori hanno vissuto questo travagliato passaggio, che per altro ha attraversato anche le altre professioni. Gli Alchimisti sono diventati Chimici, i Medici sono passati dall'essere degli indovini a quello che sono ora... e il saper fare "la fisica" è passato dall'ambito magico-mistico alla figura ben più caratterizzata e scientifica del Fisico Moderno.
Le professioni "moderne" conservano nel loro DNA un legame con i loro predecessori che va dalla ricerca degli alchimisti, al bisogno di risposte dei mistici, al desiderio di salvare una vita dei medici... e così i restauratori sono depositari nelle loro mani e nelle loro menti di tutto il sapere artigiano... ma i moderni restauratori, quelli che sono usciti dalla protostoria, hanno capito quale è il loro futuro, e questo futuro si basa sulle possenti fondamenta della scienza al pari di quello degli altri professionisti citati...
Marco NICOLA MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico sito: http://www.adamantionet.com