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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE    Studenti  ›  Opportunità di lavoro per STCCR Moderatori: Adamantio
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Opportunità di lavoro per STCCR  (attualmente 4.327 viste) Stampa
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miketrevis
Gennaio 18, 2005, 11:42am Rapporto al Moderatore
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Comincio io, in quanto studente, ma credo che moltissimi siano gli studenti del mio corso a porsi questa domanda.

STCCR (Scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro) è un corso relativamente nuovo, nato con le lauree triennali. L'obiettivo è quello di

Codice
preparare laureati con una solida conoscenza della chimica di base e dei materiali, associata ad una adeguata preparazione umanistica e ad una cultura nel campo della conservazione e tutela dei Beni Culturali.


Cosa andremo a fare? Una risposta ci vien data fin dall'inizio:

Codice
Il laureato avrà la capacità di lavorare anche in gruppo e operare con autonomia e consapevolezza svolgendo compiti ed attività professionali e dirigenziali in qualità di: 

- Chimico per la diagnostica per i Beni Culturali;

- Chimico dei prodotti e tecnologie per il restauro;

- Operatore nel campo della conservazione e restauro;


ma quali sono i ruoli che già esistono in questo campo e che potremmo andare ad occupare? La mia paura è che non esista un vero e proprio ruolo di "chimico per la diagnostica", "chimico dei prodotti", e via dicendo. Devo dire che inoltre la terza ipotesi non mi alletta moltissimo: dopo 5 anni per avere una laurea come chimico spero proprio di non andare a fare l'"operatore" (ma questo è solo un mio parere molti del mio corso invece non vedono l'ora).

Inoltre, se occuperemo posti già esistenti con in mano questa laurea (nuova nuova), chi mi impeisce di pesare che possano esser presi da chi non ce l'ha (infatti i nostri predecessori mica l'avevano, e avran fatto ugualmente bene il loro lavoro...)?

Dovremo inventarci nuove professioni (che non sarebbe neanche tanto male, ma la gavetta è un'altra cosa...)?


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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admin
Gennaio 18, 2005, 12:05pm Rapporto al Moderatore
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Non sottovaluterei le opportunità di lavoro presso i tanti piccoli produttori di materiali per il restauro.
In atto i consulenti sono "riciclati" dalla produzione di materiali per nuove costruzioni.


Sergio Tinè
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miketrevis
Gennaio 18, 2005, 1:01pm Rapporto al Moderatore
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non ho capito


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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admin
Gennaio 18, 2005, 5:30pm Rapporto al Moderatore
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Testo citato
- Chimico dei prodotti e tecnologie per il restauro;


Sergio Tinè
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Rossella Croce
Gennaio 18, 2005, 10:27pm Rapporto al Moderatore
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Mi sembra che dell'argomento io e te ne abbiamo già parlato di persona in passato...per cui dico solo che al tuo posto (ed alla tua età) , nonostante tutto non sarei così  pessimista, ma ammetto che il mio giudizio può essere un pò di parte... Dice il saggio...siediti sulla riva del fiume ed aspetta...almeno di finire la laurea triennale, aggiungerei io! Questo non vuol dire prendere le cose con passività...ma solo prendersi il tempo necessario per  riflettere profondamente sulle proprie aspettative al fine di,  una volta valutate bene tutte le possibilità, concentrarsi su un obbiettivo che davvero ci interessa e perseguirlo con dedizione, adottando una politica propositiva ed anche un pò manageriale... Dico questo perchè mettendo sui piatti della bilancia  i pro ed i contro del nostro mestiere ci si rende subito conto che esso ci obbliga ad una grande passione per riuscire a perseverare ....  Per esperienza ho imparato che nulla in questo settore arriva mai dal cielo, o per caso, ne di certo  si trova lavoro rispondendo  ad un'inserzione sul giornale: questa è la realtà!  Tutti noi che operiamo nel settore sappiamo bene, inoltre,  che è  un momento di grande transizione sia per la qualificazione professionale che per la didattica del restauro e di conseguenza per  tutte le materie  ad essa  collegate...non ci sono certezze, ma al contempo nulla è veramente precluso. Questo genera confusione e problemi enormi, ma la speranza è che da questo ''magma in attività'' ci sia una spinta decisiva verso un cambiamento, un miglioramento globale.  Le innovazioni richiedono pazienza... ci vuole il  tempo materiale per un assestamento del sistema a livello nazionale: questo è lo scotto di aver intrapreso una strada nuova. Sicuramente non è un percorso facile, ma secondo me le opportunità non mancheranno, per chi saprà coglierle, in più di un ambito....


Rossella Croce
Consulente diagnostico e Restauratore di Beni mobili ed Architettonici   
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

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http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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miketrevis
Gennaio 18, 2005, 10:30pm Rapporto al Moderatore
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X Tinè:
esplicativo.

io conosco solo la PHASE per ora. Penso sia la più famosa.
(Ce ne saranno anche altre effettivamente). Devo dire che tra le tre è quella che mi ispira di più. Punterò su quello. Adesso mi informo riguardo aziende vicino a venezia o in veneto (se qualcuno ne sa già qualcuna magari potrebbe agevolarmi la ricerca).

X Ross:
Eh eh è vero, ne abbiamo già parlato, ma meglio avere le idee chiare (e io non le avevo).
Adesso che Sergio mi ha dato una piccola indicazione almeno so da che parte iniziare.
Devo dire che ha colto in pieno l'idea che mi ero fatto. E' vero la laurea triennale deve ancora finire, ma manca solo un semestre (scaga...)
Le opportunità ci saranno, e io voglio sapere dove guardare


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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Rossella Croce
Gennaio 18, 2005, 10:48pm Rapporto al Moderatore
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CTS Altavilla Vicentina
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Rossella Croce
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admin
Gennaio 19, 2005, 8:42am Rapporto al Moderatore
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Fase, CTS, Bresciani .... non ci siamo.
Commercializzano esclusivamente prodotti di altre aziende.

Mi riferivo ai produtori (a largo raggio) di materiali che in vario modo vengono utilizzati nelle opere di manutenzione e di restauro (soprattutto in architettura).
In atto la maggior parte delle aziende si rivolgono a chimici (per nulla specializzati in materia) che hanno una "storica" esperienza nella produzione industriale.
Personalmente ho avuto diversi "scontri" con consulenti di aziende produttrici di intonaci, malte speciali, ed altro.


Sergio Tinè
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miketrevis
Gennaio 20, 2005, 10:24am Rapporto al Moderatore
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e chi sono i produttori?


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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Rossella Croce
Gennaio 20, 2005, 11:32am Rapporto al Moderatore
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Per quello che so anche phase e cts fanno ricerche interne , anche in collaborazioni con chimici esterni che tra parentesi conosco,  e producono anche prodotti a loro marchio, ovviamente presso fabbriche esterne, di cui sconosco il nome. Per quello li citavo, pensando piu ad un lavoro di consulenza e ricerca. Per Bresciani effettivamente forse si può pensare solo ad un lavoro come agente.... Ho capito che Sergio forse invece intende un lavoro vero e proprio di produzione di prodotto, come tecnico di laboratorio, allora le ditte sono veramente tante, basta cercare i maggiori produttori di prodotti chimici per l'edilizia e non, tutti più o meno fanno qualcosa per il restauro o l'edilizia storica. Come esempi: Syremont,  Geal , Rhone Poulenc...ecc...Le  ditte più famose e accreditate per il restauro mi risulta non siano italiane. Alcune  hanno sedi in Italia, ma per lo più commerciali. Per il resto...pagine gialle di zona.


Rossella Croce
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admin
Gennaio 20, 2005, 11:48am Rapporto al Moderatore
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Location: Palermo
Infatti.
Escluderei tutte le grosse aziende perchè ... blindate da esperti consulenti ..


Sergio Tinè
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magghi
Gennaio 20, 2005, 12:15pm Rapporto al Moderatore
restauratrice
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Location: marsala palermo
consideriamo anche l'ANTARES(BO) e non dimentichiamo che i restauratori e ancor di più i chimici potrebbero ragionare meglio sull'utilizzo dei prodotti belli e pronti.


margherita barraco
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miketrevis
Gennaio 20, 2005, 8:44pm Rapporto al Moderatore
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Agente non mi ci vedo proprio.
Adesso prendo le pagine gialle e guardo.
...
che bello, in provincia di venezia sotto "restauro, prodotti e materiali" non c'è nulla


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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viria
Marzo 16, 2005, 10:51am Rapporto al Moderatore
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
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Posts: 35
Location: Barletta (BA)
Ciao a tutti!!Michele, capisco benissimo i tuoi timori..anch'io sinceramente non ho ancora capito quale ditta potrebbe assumere un diagnostico del restauro (provengo dalla facoltà di geologia)..E pensa 1po' che Bari è stata la prima Università in tutta Italia a far venir fuori questo diploma di laurea(oggi laurea triennale).. e io sono stata tra i primi 25 ad immatricolarmi (era a numero chiuso).E ora che sono arrivata al termine non so proprio a chi rivolgermi..


Vittoria Rodriquez
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antonio_appio
Aprile 18, 2005, 12:30pm Rapporto al Moderatore
tecnico per la diagnostica del restauro
Utente medio
Posts: 23
Location: matera
ragazzi date un'occhiata all'argomento
laureandi in diagnostica del restauro
ok?
leggete
trovo che dovremmo muoverci di piu'
e fare piu' domande  a chi puo' dare risposte


Antonio Appio
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simonetta
Maggio 8, 2005, 1:20pm Rapporto al Moderatore
Studentessa
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Location: Milano
ciao mike, sono Simonetta..sono studentessa come te (ma di architettura), per cui non ho l'esperienza necessaria a fornire una risposta esaustiva alla tua domanda. Posso dirti però che la figura del chimico per la diagnostica in restauro c'è e, secondo me, è molto affermata. Io sto facendo la tesi per un istituto del CNR a Milano e posso dirti che la metà del personale è costituita da chimici. Penso siano persone laureate in chimica e che col passare del tempo abbiano affinato la propria esperienza nell'ambito dei beni culturali.

ps: bel sito, complimenti!


Simonetta Montonato
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miketrevis
Maggio 8, 2005, 10:27pm Rapporto al Moderatore
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ottimo, mi tirate su di morale


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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antonio_appio
Ottobre 31, 2005, 11:06am Rapporto al Moderatore
tecnico per la diagnostica del restauro
Utente medio
Posts: 23
Location: matera
Documento assembleare

Gli studenti del corso di laurea in “Scienza e tecnologia per la diagnostica e conservazione dei beni culturali” dell’Università di Bari, riuniti in assemblea il 27 ottobre 2005 hanno discusso sulle prospettive professionali.
Si è definita la loro figura professionale partendo dall’unica normativa oggi esistente emessa dal MIUR che descrive gli sbocchi occupazionali dei laureati della classe 41 e 12s.
La norma però non chiarisce bene la collocazione lavorativa del diagnosta,  per cui risulta necessario  prima di tutto definire la figura dello stesso nell’ambito delle aree in cui  può svolgere le proprie attività.
Il lavoro del diagnosta è oggi svolto dal chimico, dal fisico, dal geologo o dall’archeologo sicchè questi professionisti  considerano i diagnosti quasi come usurpatori del loro lavoro, non comprendendo che in realtà la loro funzione è essenziale e distinta al tempo stesso per la specificità e complessità degli interventi possibili sia per la loro professionalità che per la nostra.
Il problema oggi oltre che riguardare una non precisa definizione del nostro ruolo nei vari ambiti, consiste nell’impossibilità di certificare le analisi eventualmente svolte da un diagnosta perché non esiste un ordine professionale che riconosca i laureati della classe 41 e 12s.
Aziende di restauro pubbliche e private, anche sovrintendenze già riconoscono la necessità del ricorso ad un tale professionista, ma questo non può praticare liberamente perché il suo titolo non è pienamente riconosciuto.
Per sbloccare questa situazione ci siamo interrogati su quali possano essere le possibili soluzioni per legittimarci: crediamo innanzitutto che sia necessario costituirci in associazione, giuridicamente riconosciuta, o creare una sede regionale di un’associazione già esistente, l’AIEDAbc (Associazione Italiana Esperti in Diagnostica Applicata ai Beni Culturali),  per stabilire un dialogo costruttivo con il MIUR , con la comunità europea, con le regioni ,con le province e con i comuni, nonché con  associazioni e fondazioni varie.
È prevalsa l’opinione di creare preliminarmente un registro regionale ma senza tralasciare  ogni tentativo per realizzare gli obiettivi prefissati.


La rappresentante degli studenti
nel consiglio del corso di laurea
Germinario Giulia
Bari, 27 ottobre 2005


Antonio Appio
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eadg
Giugno 10, 2007, 10:24pm Rapporto al Moderatore
imprenditore
Utente anziano
Posts: 91
... già, il tema è molto interessante, peccato che io mi inserisca adesso (che probabilmente è chiuso) a distanza di 2 anni. Comunque devo constatare (scusatemi) che c'è molta confusione (solo per questo tema intendo, e non in generale, dove molti di voi sono da me stimatissimi). Un po di chiarezza in merito ai produttori, rivenditori, ecc. di materiali non farebbe male.
Comunque forse è troppo tardi per riaprire il discorso, ma se mai qualcuno volesse sono a disposizione per riaprirlo.
saluti.


arch. edoardo rosaz
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