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NUOVO Forum Restauro@Conservazione    AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE    Studenti  ›  Opportunità di lavoro per STCCR Moderatori: Adamantio
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Opportunità di lavoro per STCCR  (attualmente 4.329 viste) Stampa
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simonetta
Maggio 8, 2005, 1:20pm Rapporto al Moderatore
Studentessa
Nuovo utente
Posts: 3
Location: Milano
ciao mike, sono Simonetta..sono studentessa come te (ma di architettura), per cui non ho l'esperienza necessaria a fornire una risposta esaustiva alla tua domanda. Posso dirti però che la figura del chimico per la diagnostica in restauro c'è e, secondo me, è molto affermata. Io sto facendo la tesi per un istituto del CNR a Milano e posso dirti che la metà del personale è costituita da chimici. Penso siano persone laureate in chimica e che col passare del tempo abbiano affinato la propria esperienza nell'ambito dei beni culturali.

ps: bel sito, complimenti!


Simonetta Montonato
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 15 - 18
miketrevis
Maggio 8, 2005, 10:27pm Rapporto al Moderatore
Nuovo utente
Posts: 4
ottimo, mi tirate su di morale


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
Registrato Non in linea
Messaggi Privati Replica: 16 - 18
antonio_appio
Ottobre 31, 2005, 11:06am Rapporto al Moderatore
tecnico per la diagnostica del restauro
Utente medio
Posts: 23
Location: matera
Documento assembleare

Gli studenti del corso di laurea in “Scienza e tecnologia per la diagnostica e conservazione dei beni culturali” dell’Università di Bari, riuniti in assemblea il 27 ottobre 2005 hanno discusso sulle prospettive professionali.
Si è definita la loro figura professionale partendo dall’unica normativa oggi esistente emessa dal MIUR che descrive gli sbocchi occupazionali dei laureati della classe 41 e 12s.
La norma però non chiarisce bene la collocazione lavorativa del diagnosta,  per cui risulta necessario  prima di tutto definire la figura dello stesso nell’ambito delle aree in cui  può svolgere le proprie attività.
Il lavoro del diagnosta è oggi svolto dal chimico, dal fisico, dal geologo o dall’archeologo sicchè questi professionisti  considerano i diagnosti quasi come usurpatori del loro lavoro, non comprendendo che in realtà la loro funzione è essenziale e distinta al tempo stesso per la specificità e complessità degli interventi possibili sia per la loro professionalità che per la nostra.
Il problema oggi oltre che riguardare una non precisa definizione del nostro ruolo nei vari ambiti, consiste nell’impossibilità di certificare le analisi eventualmente svolte da un diagnosta perché non esiste un ordine professionale che riconosca i laureati della classe 41 e 12s.
Aziende di restauro pubbliche e private, anche sovrintendenze già riconoscono la necessità del ricorso ad un tale professionista, ma questo non può praticare liberamente perché il suo titolo non è pienamente riconosciuto.
Per sbloccare questa situazione ci siamo interrogati su quali possano essere le possibili soluzioni per legittimarci: crediamo innanzitutto che sia necessario costituirci in associazione, giuridicamente riconosciuta, o creare una sede regionale di un’associazione già esistente, l’AIEDAbc (Associazione Italiana Esperti in Diagnostica Applicata ai Beni Culturali),  per stabilire un dialogo costruttivo con il MIUR , con la comunità europea, con le regioni ,con le province e con i comuni, nonché con  associazioni e fondazioni varie.
È prevalsa l’opinione di creare preliminarmente un registro regionale ma senza tralasciare  ogni tentativo per realizzare gli obiettivi prefissati.


La rappresentante degli studenti
nel consiglio del corso di laurea
Germinario Giulia
Bari, 27 ottobre 2005


Antonio Appio
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eadg
Giugno 10, 2007, 10:24pm Rapporto al Moderatore
imprenditore
Utente anziano
Posts: 91
... già, il tema è molto interessante, peccato che io mi inserisca adesso (che probabilmente è chiuso) a distanza di 2 anni. Comunque devo constatare (scusatemi) che c'è molta confusione (solo per questo tema intendo, e non in generale, dove molti di voi sono da me stimatissimi). Un po di chiarezza in merito ai produttori, rivenditori, ecc. di materiali non farebbe male.
Comunque forse è troppo tardi per riaprire il discorso, ma se mai qualcuno volesse sono a disposizione per riaprirlo.
saluti.


arch. edoardo rosaz
Registrato Non in linea
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