ciao Riccardo, noi restauriamo oltre ai dipinti, anche scultura lignea e arredi, e se mio figlio continua, siamo alla quarta generazione di restauratori del legno. un argomento che ci interessa riguarda la formulazione di vernici o protettivi per i manufatti all'esterno, con il recupero delle antiche ricette. Qualcuno ha provato ad utilizzare vernici con resine naturali, ad esempio su portali di chiese esposti alle intemperie, in alternativa ai prodotti dell'industria? jole
da tempo noi usiamo i cosiddetti "impregnanti naturali", definiti come complesse composizioni a base di olii vegetali, cere e resine in solventi terpenici e , a volte, alifatici.
Sono nati nella linea dei prodotti bio-ecologici, tendenzialmente + rispettosi per ambiente e operatori e interessanti per la rivalutazione di vecchi costituenti e nuovi prodotti (atti del convegno su Chimica Verde in Firenze – aprile 2004 – Roberto Mosca). Abbiamo sperimentato i prodotti della Calceforte e Geal ma esistono anche altri marchi, che proveremo, quali SOlas e Springcolor .
I risultati sono stati molto apprezzati ma il loro utilizzo drammatizza il tema della manutenzione (mai sufficientemente valutato dal committente su lavori lignei in esterno) che dovrebbe effettuarsi già nei primi due anni dalla conclusione lavori.
grazie, le indicazioni sono preziose, potresti dirmi dove posso reperire gli atti del convegno di cui mi parli?
comunque, hai provato a comporre le vernici di cui parliamo o utilizzi solo formulazioni già pronte. Noi normalmente le componiamo secondo varie ricette e i risultati sono ottimi, anche a distanza di anni, il grosso problemo è proprio la manutenzione difficile da far accettare.
Ho abbandonato la realizzazione in proprio delle vernici, su esterni, perchè ho ottenuto migliori risultati con quelle già pronte ma sarei curioso di conoscere le tue ..se non sono segrete.
nessun segreto, sono composte normalmente con olio di lino, colofonia, dammar, (non sono molto precisa perchè se ne occupa un'altra persona e forse dovrebbe continuare lui l'argomento) Un problema è il siccativo, volevamo provare l'olio di Tung, tu l'hai già usato?Un'altra cosa, hai notato se la superficie della vernice si cretta? Questo avviene nelle vernici già pronte? ciao jole
Spero che "l'altra persona" partecipi al forum. Per quanto riguarda l'olio di Tung, lo conosco come ingrediente degli impregnanti di cui ti ho parlato. Ho letto che è un legante siccativo più lento dell'olio di lino e che si ricava da un noce cinese. Non ho invece mai notato crettature.
susate se mi intrometto. io per esterni ho sempre usato olio di lino cotto come base(due mani in genere a seconda della porodità del legno) e dopo una o due mani cera, che è la base delle vernici naturali. Preparo la cera aggiungendo un 5-10% di cera carnauba diluita in trenentina, una volta evaporata la trementina la carnauba rimane più compatta e viene assorbita dal legno più lentamente così la manutenzione è meno frequente...così accettano più facilmente il problema "manutenzione"..
anzi..benvenuta! Mi avevano sconsigliato l'uso di cere naturali in esterni, per il loro basso punto di fusione e la tendenza ad acidificare. Molto tempo fa ho provato con cere sintetiche ma è stato un disastro.
Si, anch'io non uso più cere per esterno, anche se la carnauba ha un punto di fusione più alto della cera d'api ma più basso della microcristallina che arriva a 120°, entrambe facilitano l'adesione della polvere e del particellato atmosferico, con il risultato di ritrovarsi una superficie completamente ingrigita.
io invece non abbandonerò mai la cera è sempre la cosa più naturale, reversibile e meno invasiva..il problema solito è la manutenzione. Sai cosa puoi provare? Prepara la cera con un kg di cera d'api diluita con trementina e poi aggiungi un 10-12 % di carnauba e la dai ad encausto (la scaldi molto la metti molto abbondante e poi io la tiro con il martello per impiallacciare togliendo l'eccesso), nelle mani successive riduci la carnauba fino al 5% dandola sempre calda e tirandola sempre col martello da inpiallacciatura cosi che i vari stati si uniscono bene tra loro e poi tiri l'ultimo staro di cera. La carnauba è abbastanza difficile da tirate per questo bisogna diminure la percentuale dopo la prima mano(altrimenti diventi matto per tirarla...!)ma diventa molto più lucida della cera d'api. Con questa soluzione non servono nemmeno troppe cure successive.. Provala!
arrivo un pò in ritardo, in questo dibattito che mi sembra si sia svolto nei mesi di giungno/luglio.... sono Daniele, architetto, trentunenne, abito in prov. di Pisa ed ho la passione per il restauro ed il legno in generale. l'anno scorso ho realizzato una scultura in olivo che ho posizionato all'esterno. ho usato una finitura all'acqua, diciamo commerciale, con ciclo di impregnante e vernice a finire. ad un anno di distanza da quanto è diventata grigia, orrenda, (sembra di plastica) l'ho smontata e sverniciata. adesso stò valutando diverse soluzioni di finitura, avrei deciso di farla con olio di lino cotto, nelle prime mani diluito con trementina, e poi via via sempre più puro. ovviamente sono disposto a darci un numero infinito di mani per i primi sei mesi, una volta alla settimanao giu di lì.......... non conosco migliore alternativa, non mi piacciono verniciature che facciano "troppo corpo", se qualcuno può darmi conferma o un consiglio lo ringrazio anticipatamente. saluti a tutti. Daniele
i dibattiti restano aperti perchè c'è sempre qualche possibile integrazione...basta avere pazienza per le risposte. Per le finiture in esterno un prodotto che offre notevoli risultati, specie se curato con manutenzioni periodiche, è quello dei cossidetti "impregnanti naturali", definiti come complesse composizioni a base di olii vegetali, cere e resine in solventi terpenici e , a volte, alifatici. Con questi prodotti si ottengono finiture non "pesanti" o senza "troppo corpo" come lei auspica. Uno degli ingredienti è l'olio di Tung che, per dirla a Jole, ho finalmente trovato puro e spero poterlo testare quanto prima.
grazie per l'attenzione, la scultura in questione è ormai al suo posto...... regolarmente ogni sabato vado a fargli la manutenzione dandogli una mano di olio di lino cotto. mi metterò alla ricerca dei prodotti e solventi da lei consigliati, grazie ancora. questo sito mi sembra veramente molto interessante ed inteligiente.
ho finalmente trovato, ad un prezzo conveniente, l'olio di Tung. Lo sto testando puro e in terpeni. E' il caso di aggiungergli una resina ? La dammar ad esempio? Abbiamo sperimentato una buona finitura in interni , porte, con carnauba e dammar ma ho dubbi sulla sua resistenza in esterno
se in esterni la dammar non tiene tanto, anche se è una coppalina, meglio aggiungerci un'altra resina tipo colofonia, con trementina veneta per elasticizzare. da solo non lo userei, meglio unito all'olio di lino cotto. Certo è meglio comunque usarlo cotto, allo stato crudo, forma una pellicola cristallina che tende a crettarsi, dopo la cottura invece la pellicola è liscia, più solida ed impermeabile. il Tung è emminentemente siccativo, e le aggiunte di questo devono essere minime, a meno che come ho detto non lo si usi cotto.
Insisto sull'olio di Tung perchè mi interessa la sua potenziale durabilità (parrebbe che i cinesi lo usassero per impermeabilizzare gli scafi delle barche). Ho eseguito alcune prove con olio puro (acquistato da un unico fornitore -vorrei però fare un confronto tra vari fornitori - da cui non ho potuto sapere se è cotto o crudo) e in solventi (sino al 50%) come il limonene . Dopo un breve periodo si evidenziano sgradevoli irregolarità superficiali con depositi come cerosi, anche se la superficie mantiene una notevole idrorepellenza… Tali difetti si perdono se lo si usa , come dice Claudio Marziali , in percentuali (al max 20%) con olio di lino.
scusate l'intromissione, oltretutto tardiva, ma l'argomento mi interessa molto. sono daccordo con Studio restauro quando dice che i risultati migliori si ottengono con prodotti già pronti, ed i motivi sono molto semplici. prendiamo, per esempio, l'olio di tung: anticamente veniva chiamato "olio di legno"; secondo Umberto Cuppini, nel suo Trattato sulle pitture e vernici naturali e sintetiche edito da hoepli nel 1945, esistono ben cinque tipi di olio di legno, estratti rispettivamente dall'aleuteris fordii, dall'aleuteris montana, cordata, moluccana e trisperma. Solo i primi due hanno analogie importanti, mentre gli altri sono qualitativamente molto differenti; ed anche nell'ambito dei primi due si riscontrano differenze notevoli dovute a variazioni di lavorazione. va da sè che io piccolo artigiano, magari riesco ad ottenere buoni risultati con un certo prodotto, ma la volta successiva, per una variante nella materia prima, difficilmente avrò gli stessi risultati. Oltretutto, nei prodotti naturali, resine e cere, vi sono varianti determinate dal periodo di raccolta, dalle zone di produzione ecc. Possiamo anche aggiungere che spesso molte sostanze diverse venivano catalogate sotto lo stesso nome, vuoi per comodità, vuoi per segreto commerciale: anche in passato, come oggi, i fabbricante non amavano far conoscere le proprie formule. Ne consegue una difficile interpretazione dei vecchi formulati. Si può essere certi che in passato, come oggi, l'artigiano comprava le vernici già pronte, apportando, eventualmente, piccole modifiche personali che non sempre si rivelavano migliorative. E' impensabile che il nostro piccolo artigiano perdesse tempo fra alambicchi e fornelli per pirogenare le resine, sperimentare procedimenti chimici complicati, costosi ed a volte pericolosi. In commercio si trovano vernici storiche validissime la cui gamma copre tutte le esigenze; basta sapere quello che si vuole e saper leggere le schede tecniche. Anzichè perdere tempo prezioso sperimentando formule improbabili, penso sarebbe meglio sperimentare vernici esistenti. Per la cronaca, l'olio di tung è sempre crudo (a meno che non sia uno standolio) e può essere aggiunto in una percentuale del 10 massimo 20% all'olio di lino per aumentarne l'essicatività e la durezza. In quanto all'essicatività, basta aggiungere dei metalli (di solito in forma di sali); anche questi sono facilmente reperibili in commercio. pierpaolomasoni